Adottare un cane: le alternative al canile. Consigli e aspetti etici.

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In uno degli ultimi articoli abbiamo affrontato una delle possibili vie (la migliore) per trovare il cane della propria vita: il canile. Ma le alternative sono diverse.

Adottare un cane: l’ex proprietario non può più occuparsene

Purtroppo capita che un amico, o un qualsiasi altro conoscente, non possa più tenere con sé il proprio animale: in questa difficile situazione la scelta migliore non è mai quella di abbandonarlo, ma di cercare per lui una valida alternativa, una nuova famiglia che possa prendersene cura e regalargli affetto.

Non sempre però il cane riesce ad adattarsi facilmente alla nuova situazione, alla nuova casa e alle nuove persone con le quali si è visto costretto a convivere da un giorno all’altro; un primo periodo di adattamento risulta quindi fondamentale. Spetta al nuovo proprietario avere pazienza, rispettare i tempi dell’animale, soprattutto se inizialmente si presenta diffidente.

Se vi doveste trovare in questa situazione, fatevi vedere disponibili e aperti ma non invadenti; quando avrà acquistato un pò di fiducia, sarà il cane a venire all’improvviso da voi, a cercare la vostra compagnia o una carezza.

É inoltre importante, soprattutto nel primo periodo, mantenere le abitudini alle quali il cane era abituato (ad esempio il numero e l’orario dei pasti o quello delle passeggiate); informatevi anche riguardo la sua alimentazione fino a quel momento, un drastico e repentino cambiamento della dieta potrebbe causare disturbi gastroenterici (a riguardo vi invito a leggere “Alimentazione del cane: consigli per una dieta sana ed equilibrata”).

Adottare un cane: prenderlo in allevamento o in negozio

Per chi decide di adottare un cucciolo, le alternative sono invece svariate: oltre a poter essere un piccolo nato dalla cagnetta del vicino di casa, un cagnolino si può trovare anche in un negozio di animali, in un allevamento, su internet.

Premettendo che c’è comunque chi opera in buona fede, come però abbiamo già visto nell’articolo “Traffico illegale di cuccioli”, scegliendo una di queste vie si rischierebbe di alimentare un commercio illegale, uno tra i più fiorenti a livello internazionale: cuccioli che arrivano principalmente dall’Est Europa, strappati alla madre prima dei due mesi di vita, caricati su tir o furgoni e chiusi a decine in gabbie o scatoloni, non vaccinati ma imbottiti di antibiotici e cortisone, venduti fino a cinque volte il loro prezzo originale.

Cosa si potrebbe fare per contrastare tutto questo? Tanto!

É importante stare molto attenti a chi ci si rivolge, chiedendo ad esempio un consiglio a qualche conoscente che, prima di voi, ha deciso di comprare un cucciolo. Anche le associazioni, che spesso si trovano su internet, non operano sempre correttamente e a volte si trovano coinvolte in questi illeciti traffici di animali.

Ci sono comunque una serie di indizi che possono aiutare a capire la correttezza e moralità di un allevatore o un proprietario di un negozio di animali: il consiglio è quello di osservate l’ambiente e le condizioni in cui vengono tenuti i piccoli, ma soprattutto quello di osservate i cuccioli stessi, se sono vispi o poco reattivi, se puliti o meno (se ad esempio fossero sporchi di feci/diarrea si potrebbe cominciare a sospettare una malattia gastroenterica tipica dei cuccioli), ecc ecc.

Comprare un animale: l’aspetto etico

Ribadendo nuovamente la buona fede della maggior parte delle persone che operano in questo settore e, dall’altra parte, di coloro che desiderano fortemente far entrare un cane nella propria vita, entrambi guidati dalla passione e amore per gli animali, mi viene però da pormi una serie di domande: perchè dover spendere centinaia di euro per averne uno come compagno di vita? Perchè vedere un essere vivente come merce di scambio, sia chi lo vende che chi lo acquista, come un mobile per la cucina, un paio di scarpe o un pacco di carta igienica? Perchè selezionare degli animali e farli accoppiare con il solo fine di guadagnare con la vendita dei cuccioli?

E l’argomento è molto più ampio, non riguarda solo i cani ma molte altre specie, persino selvatiche: oggi gli animali sono visti spesso come un bene da possedere, il nostro piacere di averne uno va oltre le loro stesse esigenze (basta pensare ad esempio ad un serpente tenuto in una teca o un caracal portato al guinzaglio in giro per la città). Purtroppo è questa una realtà così tanto radicata che anche l’aspetto etico gioca un ruolo puramente secondario: illegale o meno che sia, si tratta comunque del commercio di esseri viventi. Anche io in passato ho avuto le mie tartarughine d’acqua e pesciolini rossi, il mio canarino e i miei coniglietti nani, ci sono razze di cani e gatti che mi rapiscono il cuore più di altre, quindi il mio non vuole essere assolutamente un giudizio o accusa nei confronti di chi compra un animale; vorrebbe essere invece un confronto, da una parte il mio pensiero maturato nel corso degli anni anche grazie ad una maggiore consapevolezza e a dieci anni di esperienza come medico veterinario, dall’altra il vostro

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Veterinaria blogger

La laurea in medicina veterinaria è stata la realizzazione del sogno di bambina. Amo la natura e tutto ciò che ci tiene a contatto con la terra e l'universo, e probabilmente questo ha alimentato il mio interesse per la medicina naturale, soprattutto per l'agopuntura in cui ho conseguito un diploma post-laurea

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