La paura affligge anche i nostri animali

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La paura è un’emozione fondamentale per la vita degli esseri viventi, anche se non è molto piacevole provarla: mette in moto tutta una serie di reazioni fisiologiche che permettono ad un soggetto di reagire di fronte ad un pericolo.
Oltre a noi essere umani, interessa frequentemente anche gli animali e può essere causa di diversi disturbi comportamentali.

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese la paura è legata al movimento Acqua e quindi al Rene, che a sua volta controlla gli sfinteri; è per questo motivo che, verificandosi un indebolimento dell’organo di riferimento, tale funzione viene meno con la conseguente perdita di feci/urina (reazione fisiologica che può seguire uno stato di paura intensa).
Sia per l’uomo che per i nostri amici a quattro zampe può diventare anche fortemente debilitante, a volte si può trasformare in veri e propri attacchi di panico che “annebbiano” la ragione.

Ma come si può allora intervenire affinchè la paura non abbia la meglio sui nostri amici a quattro zampe?

Paura: le cause

Non ci sono delle vere e proprie cause che scatenano la paura perchè, come tutte le emozioni, è molto soggettiva: davanti ad uno stesso stimolo si può reagire in modo diverso, ed anche l’intensità della paura può essere diversa.

Ciò che è sempre costante però è che essa insorge quando ci si trova in una situazione (ambientale o sociale) per noi “anormale”, non abituale. Basta pensare a quanto diventa utile la prevenzione, partendo dai cuccioli: fin da piccoli i cani dovrebbero entrare in contatto con il maggior numero di stimoli; entro l’età dei 3 mesi è infatti fondamentale che abbiano relazione con persone di diversa razza, sesso, età, corporatura, con animali anche di altre specie, con diverse tipologie e intensità di rumore (dal banale citofono, all’aspirapolvere, o anche ai tuoni o botti di fine anno). Anche la macchina molto spesso è causa di panico, quindi sarebbe bene abituare il cane fin da cucciolo a viaggiare in auto, con iniziali brevi giretti in città, per affrontare poi anche tragitti più lunghi. In questo modo si abitua il cane a diverse situazioni, che non risulteranno più una novità e quindi fonte di stress e paura in età adulta (quando sarebbe più difficile controllare tali emozioni).

Paura: come affrontarla

Se doveste accorgervi che questo stato d’animo è particolarmente debilitante per il vostro amico peloso, che in determinate situazioni manifesta alterazioni del comportamento (molto spesso la paura sfocia in aggressività), è doveroso rivolgersi ad un veterinario comportamentalista che, dopo una visita attenta e aver raccolto un’anamnesi dettagliata, saprà darvi tutta una serie di consigli pratici per affrontare il problema.

Esistono anche dei rimedi naturali che possono essere di aiuto, comunque sempre in associazione ad un intervento di rimozione delle cause: esistono il DAP (diffusore o collare) per il cane e il FELIWAY per il gatto, entrambi a base di feromoni materni, oppure i fiori di Bach specifici per questo tipo di problema (il Resque Remedy è efficace anche come pronto intervento, nel momento in cui si verifica l’attacco di panico); non è da escludere anche l’agopuntura (e posso testimoniarne l’efficacia in prima persona per essere stato argomento della mia tesi tesi per la scuola di specializzazione in agopuntura veterinaria).

E poi bisogna munirsi di tanta e tanta pazienza, perchè i benefici di una terapia sono piuttosto soggettivi, quindi possono richiedere tempi più o meno lunghi. Per un proprietario potrebbero risultare stressanti i ripetuti uggiolii o miagolii, ma per i nostri amici pelosi la paura può essere causa di un vero e proprio malessere.

Durante una terapia comportamentale (che tende a modificare le abitudini e rendere alcune circostanze non più così pericolose agli occhi dei nostri animali), è fondamentale la totale disponibilità del proprietario. É importante non assecondarli quando dimostrano di aver paura, non bisogna cercare di tranquillizzarli con carezze o prendendoli in braccio (seppur può essere difficile); bisognerebbe invece ignorarli o distrarli e premiarli quando riescono a tranquillizzarsi. Il gatto, a differenza del cane, tende invece a rifugiarsi in un angolino/nascondiglio: lasciatelo tranquillo finché non sarà lui a decidere quando la situazione è ritornata “amica”.

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Veterinaria blogger

La laurea in medicina veterinaria è stata la realizzazione del sogno di bambina. Amo la natura e tutto ciò che ci tiene a contatto con la terra e l'universo, e probabilmente questo ha alimentato il mio interesse per la medicina naturale, soprattutto per l'agopuntura in cui ho conseguito un diploma post-laurea

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