Pet therapy nel reparto di rianimazione: progetto unico in Italia

pubblicato in: Animali | 0

Abbiamo molte volte parlato degli effetti positivi che gli animali hanno su noi esseri umani: nonostante siano un grosso impegno da tutti i punti di vista (economico, di tempo), il tutto viene ampiamente ripagato in termini di benessere, sia fisico che psicologico.

É un tema questo che ha riscontrato molto interesse anche in campo scientifico: diversi studi hanno confermato che la presenza di un animale comporta grandi benefici, e la pet-therapy ne è una dimostrazione.

Pet therapy nel reparto di rianimazione: a Firenze i primi animali-collaboratori

Oggi vi voglio parlare del progetto, unico in Italia, iniziato 3 anni fa all‘ospedale Careggi di Firenze e che vede coinvolto il reparto di terapia intensiva: qui a prendersi cura di pazienti spesso ancora attaccati al respiratore e con i corpi avvolti da tubi di ogni genere, c’è una equipe medica formata non solo da medici e fisioterapisti, ma anche da cinque splendidi cani che, due volte a settimana, si danno il cambio in corsia. Sono i due golden retriever Nuvola e Dante, il labrador Zeus, il cavalier king Caos e la cockerina Teresa.

La responsabile del reparto parla di loro in questi termini:

Li chiamiamo collaboratori, quando entrano in reparto è come veder arrivare un collega. Danno benessere al malato, non solo emotivo, ma soprattutto in termini di miglioramento e di aderenza alle terapie di recupero…

Il “lavoro” di questi cani è diventato ormai fondamentale e insostituibile, come lo è diventata la loro presenza per i pazienti: accompagnati dall’operatore che li ha addestrati, dai medici e fisioterapisti, raggiungono il letto del malato e, stesi su un telo, gli leccano la mano, si lasciano accarezzare, e quando le condizioni generali del paziente lo consentono, lo stimolano al gioco. Perchè ogni movimento rientra nel protocollo di riabilitazione.

La pet therapy come stimolo per i malati

Gli incontri con i cani rappresentano per i degenti uno stimolo, e la terapia diventa più facilmente sopportabile ed anzi, quasi un appuntamento di volta in volta atteso; la visita di questi animali è spesso più benefica di quella degli stessi parenti.

Naturalmente è garantita la massima igiene: i cani, che naturalmente sono animali sani e vaccinati regolarmente, si fanno detergere tranquillamente con disinfettanti; fin da cuccioli sono stati abituati ad odori penetranti e rumori insoliti, tipici degli ospedali. Inoltre gli incontri riabilitativi vengono svolti in stanze singole per non disturbare gli altri degenti.

Un altro aspetto positivo è che tutto è a carico del servizio sanitario nazionale, quindi tutti possono goderne.

Spero fortemente che questa iniziativa unica diventi invece consuetudine in tutti gli ospedali d’Italia: nonostante è ormai assodata l’efficacia della pet-therapy, purtroppo non se ne fa abbastanza uso. Le realtà che già esistono spero facciano da esempio.


LEGGI ANCHE: In Lombardia gli animali possono far visita ai propri cari in ospedale

Segui Pat:

Veterinaria blogger

La laurea in medicina veterinaria è stata la realizzazione del sogno di bambina. Amo la natura e tutto ciò che ci tiene a contatto con la terra e l'universo, e probabilmente questo ha alimentato il mio interesse per la medicina naturale, soprattutto per l'agopuntura in cui ho conseguito un diploma post-laurea

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.