Mantide religiosa e cannibalismo nuziale

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Una chiacchierata in cascina con Dario, un volontario in quel momento impegnato nella non facile impresa di liberare una pianta di rose, letteralmente soffocata dai rami di una rampicante; tra una parola ed una sforbiciata ecco l’incontro inaspettato, i miei occhi vengono catturati da una creatura che non avevo mai avuto l’onore di vedere se non in qualche documentario: una mantide religiosa. Era lì, immobile, mimetizzata tra rami e foglie.

Probabilmente in molti non sanno com’è fatta, non la riconoscerebbero tra mille insetti, ma senz’altro tanti ne conoscono le caratteristiche comportamentali, soprattutto una tra tutte: il cannibalismo della femmina nei confronti del maschio durante l’accoppiamento.

Ma descriviamo insieme questo particolare animale.

Mantide religiosa: distribuzione geografica e credenze popolari

La mantide religiosa, chiamata anche mantide europea, deve il proprio nome alla postura delle zampe anteriori, in atteggiamento di preghiera (“mantis” infatti significa “profeta”, “indovino”).

Originaria dell’Africa è ora presente nell’Europa meridionale, nell’Asia minore e in Nord America. In Italia la si può incontrare sia nelle zone costiere che pre-alpine (e posso aggiungere “non solo” visto l’incontro inatteso qui a Milano).

Mentre nell’antichità era considerata portatrice di sventura, gli antichi romani le attribuirono poteri magici.

Mantide religiosa: le sue caratteristiche fisiche e alimentari

La mantide è di colore verde brillante o marroncino chiaro e la femmina è più grossa del maschio, raggiungendo i 7,5 cm circa di lunghezza; presenta due chiazze nere nella parte interna delle zampe anteriori, da sembrare degli occhi ai possibili predatori.

Lei si ciba invece di mosche, grilli ed altri piccoli insetti, ma non disdegna piccoli anfibi e rettili; grazie alla sua colorazione riesce a mimetizzarsi facilmente tra rami e foglie, aspettando immobile le proprie prede, anche per diverse ore.

Mantide religiosa ed il cannibalismo nuziale

Ma spieghiamo ora l’aspetto che caratterizza la mantide e che desta particolare attenzione: durante l’accoppiamento la femmina comincia a mangiare il mal capitato, cominciando dalla testa, ma la cosa più curiosa è che la copula non si interrompe, ma continua (questo è dovuto alla oramai inattività di alcuni gangli nervosi a seguito della decapitazione del maschio e che avrebbero appunto una funzione inibente). Ma come mai tanta “crudeltà” proprio durante l’atto amoroso? In natura tutto avviene secondo uno schema ben preciso, rivolto ad un solo scopo, e cioè al perpetuarsi della specie; questo è quanto avviene anche per la mantide religiosa: una volta avvenuto l’accoppiamento viene meno questa funzione del maschio (che trasmetterà comunque i suoi caratteri alla progenie), molto più utile invece da morto, nel fornire proteine per una rapida produzione di uova (se non esistesse tale rito infatti la quantità di uova sarebbe molto inferiore).

Poveri maschietti…ma fantastica natura!

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Veterinaria blogger

La laurea in medicina veterinaria è stata la realizzazione del sogno di bambina. Amo la natura e tutto ciò che ci tiene a contatto con la terra e l'universo, e probabilmente questo ha alimentato il mio interesse per la medicina naturale, soprattutto per l'agopuntura in cui ho conseguito un diploma post-laurea

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