Il kiwi: un uccello davvero unico

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Un giorno navigavo su internet. Mi piace documentarmi su quali sono i frutti e gli ortaggi di stagione da utilizzare per i miei piatti vegani e gli adorati frullati, documentandomi poi sulle loro proprietà e i benefici sulla salute. Uno dei protagonisti dell’autunno è il kiwi…
…ma sapevate che oltre ad un “kiwi” frutto esiste anche un “kiwi” animale (naturalmente non da portare in tavola!)? Ero già a conoscenza della sua presenza, ma ho voluto saperne qualcosa in più; rivedendolo in alcune foto mi ha suscitato subito simpatia, ma anche tanta curiosità. Così ho deciso di presentarlo anche a voi.

Il kiwi, appartenente al genere Asperix, è l’uccello più piccolo della famiglia dei Struzzoniformi, endemico in Nuova Zelanda; la cosa per me particolare è che ne è anche simbolo nazionale.

Caratteristiche curiose del kiwi

Ci sono diverse caratteristiche morfologiche di questo animale che lo rendono unico, piuttosto buffo a vedersi, e lo differenziano in modo piuttosto evidente anche dagli altri volatili:

  • con un peso che va da 1 a 3-5 chili (il maculato è più piccolo del kiwi australe), la femmina è più grossa del maschio, soprattutto poco prima di deporre le uova. La testa è ridotta in relazione al corpo, attaccata ad un collo piuttosto lungo; anche il torace è poco sviluppato rispetto alle zampe robuste…insomma, non è proprio un bijou! 🙂

  • le ali sono lunghe solo pochi centimetri, inadatte quindi al volo; in compenso però il kiwi – strano a dirsi – è un abile nuotatore. É anche privo di coda;

  • il becco è piuttosto lungo e sottile, curvo verso il basso, ed il kiwi spesso se ne serve come appoggio, come una sorta di bastone; ma la caratteristica peculiare è che possiede le narici sulla porzione distale del becco, e questo gli permette di avvertire facilmente l’odore delle sue prede nel terreno;

  • è un uccello notturno e come tale presenta un olfatto ed un udito particolarmente sviluppati, a discapito della vista (gli occhi infatti sono piccoli e frontali, e vedono a breve distanza);

  • e le piume? Lo sono di nome, ma non di fatto! Assomigliano infatti molto più a peli.

Habitat e territorialità del kiwi

L’habitat ideale di questo animale è la foresta pluviale, ma a causa di una restrizione di questo ambiente, ha dovuto ambientarsi anche altrove, come nelle foreste subtropicali e temperate, nelle macchie di arbusti. Il terreno deve essere comunque piuttosto morbido per poter scavare la propria tana, e ricco di hummus dove cercare le proprie prede.

Come già anticipato, si muovono prevalentemente di notte, mentre di giorno rimangono principalmente nelle loro tane.
Il kiwi è un animale territoriale; la coppia – parleremo tra poco degli amori 🙂 – difende con tenacia il proprio territorio, scacciando ogni intruso che cerca di entrarvi, soprattutto nella stagione riproduttiva. Leggermente più tolleranti sono i kiwi australi che permettono una parziale sovrapposizione dei territori.

Le tane, dall’imboccatura di 10-15 cm, sono piuttosto lunghe e terminano con un’ampia camera sufficiente per accogliere due soggetti adulti ; al loro interno una zona è adibito a nido.

Alimentazione del kiwi

Di cosa si ciba questo curioso volatile? Il suo “piatto preferito” sono lombrichi appena scovati nel sottosuolo grazie al suo olfatto super fino, ma non disdegna anche larve, insetti, ragni, lumache…occasionalmente mangia anche frutti caduti dagli alberi.

Riproduzione del kiwi

Per una romanticona come me, che sogna ancora di trovare il principe azzurro, mi emoziono sempre quando sento di animali di cui maschi e femmine rimangono fedeli l’uno all’altro per tutta la vita…ed il kiwi ne è un esempio!

Nel periodo degli amori (che va da marzo a giugno) il maschio compie delle vere e proprie lotte per conquistare quella che diventerà la sua compagna. A seguito dell’accoppiamento, l’uovo che viene deposto è molto grosso rispetto alle dimensioni dello stesso animale (per rendere più chiare le proporzioni: il kiwi è più o meno grosso quanto una gallina domestica, ma le sue uova sono ben sei volte più grandi). Questo naturalmente comporta delle difficoltà nella futura mamma tanto che, durante gli ultimi 2-3 giorni dalla deposizione, lo stomaco è talmente compresso da costringerla a digiunare. La cova però, che dura in media 70 giorni, tocca al papà, il quale perde anche fino al 20% del proprio peso.

Il Kiwi è a rischio estinzione

Purtroppo anche questo animale è a rischio estinzione, in passato per la caccia da parte delle popolazioni locali, ora principalmente per i cambiamenti climatici che hanno reso il suo habitat sempre più inospitale; a questo bisogna aggiungere anche la minaccia “opossum” che mangia le sue uova.
Per salvaguardare la sopravvivenza di questo animale i neozelandesi si sono mobilitati creando persino il così detto New Zealand Budget di qualche milione di dollari nazionali, destinato ad un programma per la protezione del kiwi.

E dopo aver letto tutto questo, visto foto che lo ritraggono, aver sentito di questo prodigarsi da parte di un intero paese nei confronti di un singolo animale, io me ne sono già innamorata…e voi?

La foto in evidenza è stata presa dal sito Greenme.it.

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Veterinaria blogger

La laurea in medicina veterinaria è stata la realizzazione del sogno di bambina. Amo la natura e tutto ciò che ci tiene a contatto con la terra e l'universo, e probabilmente questo ha alimentato il mio interesse per la medicina naturale, soprattutto per l'agopuntura in cui ho conseguito un diploma post-laurea

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