Riproduzione delle lumache: i “dardi” dell’amore

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Stamattina, sul vialetto di casa appena fuori dalla porta, mi sono imbattuta in due lumache: non è certo  la prima volta, spesso me le trovo ospiti nei miei vasi di piante grasse, ma mai in fase di accoppiamento. Ho avuto solo il tempo di raccoglierle (cercando di non disturbarle nel loro atteggiamento “amoroso”) per adagiarle nel vaso più grande, lontano da occhi indiscreti.

Le lezioni di zoologia dell’università sono ormai lontane, ma la curiosità di rilucidare le vecchie nozioni riguardo l’accoppiamento e la riproduzione delle lumache mi ha spinto subito a documentarmi; desidero condividere con voi le informazioni appena trovate.

Come avviene l’accoppiamento delle lumache

Le chiocciole sono animali ermafroditi, dotati cioè di entrambi gli apparati riproduttori, sia maschile che femminile; nonostante questo non sono in grado di autofecondarsi ed anzi, dopo l’accoppiamento entrambi i soggetti producono uova.

Ma come avviene l’accoppiamento delle lumache?

Dopo un corteggiamento della durata di qualche ora, che prevede giri su se stesse e strofinamenti reciproci, entrambi gli individui sfoderano i propri “dardi” d’amore, protuberanze calcaree che introducono nel corpo del partner e che con questo gesto violento ne fecondano le uova.

Le lumache si accoppiano diverse volte al giorno con cospecifici differenti, avendo così la certezza di fertilizzare il maggior numero di uova e trasmettere così una maggior quantità dei propri geni.

Ma la cosa curiosa, che può sembrare un controsenso, è che sembra (da uno studio pubblicato su Proceedings of the Royal Society B.) che questi dardi fungano da vere e proprie armi biologiche: sono in grado di ridurre la fertilità del partner e accorciarne l’aspettativa di vita. Ma quale potrebbe essere il senso di tutto questo? Le madri, a seguito dell’accoppiamento, sembrerebbero scoraggiate nei confronti di un successivo rapporto amoroso, ancora in dubbio se a causa di una sostanza chimica presente sul dardo o per un danno fisico; questo favorirebbe così la trasmissione dei geni della chiocciola con la quale si è accoppiata e che ha avuto la possibilità di fecondare il maggior numero delle uova.

Ma non è straordinario come in natura nulla è dovuto al caso, ma anzi sembra tutto minuziosamente “calcolato”?

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Veterinaria blogger

La laurea in medicina veterinaria è stata la realizzazione del sogno di bambina. Amo la natura e tutto ciò che ci tiene a contatto con la terra e l'universo, e probabilmente questo ha alimentato il mio interesse per la medicina naturale, soprattutto per l'agopuntura in cui ho conseguito un diploma post-laurea

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