Comprare un cane di razza: ciò che bisogna sapere

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Fin da quando ero piccola c’è sempre stata una razza canina che catturava più di altre la mia attenzione, e se vedevo per strada un cane che vi apparteneva non c’era nulla che mi tratteneva dall’accarezzarlo, l’avrei voluto come compagno di vita; c’è stata quindi la volta del dalmata, del bassetthound, del San Bernardo, poi dell’alano… ognuno con quelle tipiche caratteristiche che lo rendevano ai miei occhi (e al mio cuore) particolare e unico.

Maturando però una certa consapevolezza ed una maggiore sensibilità nel corso degli anni, soprattutto grazie al lavoro che ho svolto e alle esperienze che ho quindi vissuto, non ho dubbi nel dire che un cane non dovrebbe essere scelto in base alla razza, ma solo per il puro desiderio di avere tra i piedi un peloso al quale dare e dal quale ricevere affetto.

Ogni razza viene “creata” da una rigida selezione (a volte esasperata) che ha lo scopo di ottenere un animale con caratteristiche specifiche propriamente ricercate. E qua sorge subito spontanea una domanda: quanto è da definirsi etico tutto questo?

Ma vediamo quali sono gli altri aspetti da valutare quando si decide di adottare un cane di razza e come le nostre scelte possono avere un forte impatto su di essi.

La “fragilità” dei cani di razza

La selezione mira sì ad esaltare alcune caratteristiche estetiche, ma non sempre a beneficio della salute dell’animale. I cani di razza sono più “fragili” del loro fratelli meticci, molti soggetti presentano quelle patologie tipiche della razza stessa; si può parlare quindi della displasia dell’anca dei cani di grossa taglia, della sordità del dalmata, dell’atassia cerebellare dello spinone, della sindrome brachicefalica (o sindrome ostruttiva delle vie aeree superiori) che interessa i cani “con il muso schiacciato” quali bulldog, boxer, carlino, pechinese, shitzu, cavalier king charles… e ce n’è un elenco interminabile.
Ovviamente non tutti i soggetti sono interessati da patologie tipiche della sua razza, ma c’è una predisposizione genetica e a volte l’incidenza è piuttosto alta; è quindi importante che tutti quelli colpiti non vengano utilizzati come riproduttori, proprio per evitare che vengano trasmesse tare alla progenie.

Per tutelarsi il nuovo padrone dovrebbe richiedere l‘esame del dna per escludere le patologie tipiche di quella razza; ma il test non è obbligatorio se non per quegli allevatori che vogliono rientrare nell’elenco dei “Riproduttori selezionati” (o “Riproduttori garantiti”). Ci si può quindi affidare solo alla deodontologia degli allevatori stessi, ma il grande suggerimento è anche quello di informarsi sull’allevamento prima di comprare un cane (magari facendosene suggerire uno da un esperto cinofilo), ispezionare di persona l’ambiente e come vengono tenuti gli animali, comprese le madri che in certe realtà vengono sfruttare.

Un esempio: le razze brachicefale

Due righe voglio spenderle parlando delle razze brachicefale, proprio per rendere ancora più chiaro quanto le nostre scelte possono avere un peso per nulla indifferente.

I cani brachicefali presentano spesso stenosi delle narici (narici cioè più piccole e strette), collasso della laringe, palato molle allungato, trachea ipoplasica (con diametro inferiore al normale); come è facile dedurre, il flusso di aria inspirata viene ostacolato, rendendo la respirazione di questi animali più difficoltosa rispetto a quella di un qualsiasi altro cane che non presenta queste caratteristiche anatomiche.

Il tipico rumore respiratorio di queste razze? Quel caratteristico “russare” che le rendono ancora più simpatiche e particolari? Non è normale per qualsiasi cane, non lo è ugualmente per il bulldog, e quando si manifesta è importante far visitare il cane da un medico veterinario.
Immaginiamoci poi questi cani durante una giornata molto calda: i sintomi diventano ancora più evidenti, gli animali presentano affanno al minimo sforzo, la frequenza respiratoria aumenta insieme allo stress dell’animale; diventa quindi fondamentale non esporre questi soggetti alle alte temperature (possono infatti facilmente andare incontro a colpo di calore), ed in certe situazioni è consigliato tenere umido e fresco il loro corpo adagiandovi sopra un panno bagnato. Queste accortezze però non riescono comunque a risolvere il problema alla radice.

I cani brachicefali, proprio per la conformazione della loro testa, hanno anche gli occhi più sporgenti e quindi sono maggiormente predisposti a patologie oculari.

La ristrettezza delle vie aeree comporta anche un aumento della pressione toraco-addominale con conseguenti fenomeni di rigurgito/vomito e problemi gastrici.

Cos’altro? Solitamente questi cani presentano una testa piuttosto grossa (in proporzione al loro corpo), caratteristica che potrebbe rendere difficoltoso – e al tempo stesso rischioso – il parto naturale; la soluzione c’è e si chiama cesario.
Pensare però che delle femmine vengano sottoposte ad inseminazione artificiale per ricoprire la loro pura funzione di fattrice, sopportando interventi chirurgici ripetuti per mettere al mondo cuccioli che verranno poi venduti… Mi sale spontaneo un brivido lungo la schiena. Anche perchè, come qualsiasi altro tipo di commercio che segue la legge della domanda e dell’offerta, questo di esseri viventi (perchè ricordiamoci sempre che i cani – così come qualsiasi altro animale – sono ESSERI VIVENTI al pari di noi esseri umani) vede allo stesso modo la seconda seguire l’andamento della prima; e chi è che determina la domanda? Siamo noi! E sempre e solo noi, con le nostre scelte, possiamo invertire la rotta, Quanto appena descritto invece non riesce a dissuadere neanche gli stessi allevatori che la sindrome brachicefalica la conoscono benissimo; sono capaci di giustificare la loro attività con l’amore per la razza.

Purtroppo anche le mode del momento orientano le scelte della gente, ed è per questo che in alcuni paesi è stato vietato ai vip di comparire sulle riviste in compagnia dei loro beniamini a quattro zampe se appartenenti a queste razze.

Cani di razza e commercio illegale di cuccioli

Ho affrontato in modo più esaustivo il problema nell’articolo Traffico illegale di cuccioli, ma visto l’argomento non è possibile non spendere ancora due parole a riguardo.

I cuccioli di cani di razza arrivano in Italia principalmente dai paesi dell’Est, acquistati a poco per essere rivenduti nel nostro Paese ad un prezzo che è anche 3-4 volte il prezzo originale. Spesso vengono importati cuccioli non ancora vaccinati, soprattutto per quanto riguarda la rabbia (la cui vaccinazione richiede un’età minima di 3 mesi), imbottiti di antibiotici e pieni di parassiti; non è difficile che – una volta adottati – sviluppino patologie molto gravi e che possono mettere a duro pericolo la vita stessa dei cagnolini.

Per valicare più facilmente le frontiere ed evitare controlli, il trasporto degli animali non avviene più all’interno di furgoni, ma in auto: i cuccioli vengono stipati nei cofani, a decine tenuti dentro scatole di cartone o trasportini, obbligati in tali condizioni ad affrontare lunghi viaggi per arrivare fino a noi.

Questo devono vivere molti cagnolini prima di diventare nostri compagni di vita.

Molto spesso il commercio di animali è nelle mani della criminalità organizzata che ha ben capito quanto può fruttare questo tipo di attività.

Anche internet ha sicuramente favorito il traffico di cani di razza: basta un click ed un contatto per prenotare il proprio cucciolo.

Cani di razza: pensiero personale (e punto di riflessione)

Come me un po’ di anni fa, molte persone sono all’oscuro di cosa si può celare dietro l’acquisto di un cane. .

Non me ne vogliano gli allevatori, molti di loro infatti ci mettono dedizione e amore in ciò che fanno, lavorano deontologicamente (come abbiamo visto infatti c’è chi invece non segue gli stessi criteri): gli animali vengono ben curati; le femmine non sfruttate; i cuccioli sempre puliti, vaccinati e sverminati regolarmente, tenuti con la propria mamma fino all’età minima di 60 giorni; i soggetti portatori di difetti geneticamente trasmissibili non usati come riproduttori…

Però, anche nei casi in cui si operi nella piena correttezza, non si può escludere quell’unico aspetto che secondo me sta alla base di tutto: quanto può essere giusto ed etico vendere e comprare un essere vivente? Questi termini vengono propriamente utilizzati quando ci si riferisce ad una cosa, quando c’è una cessione di un “bene” in cambio di denaro. Un oggetto sì che deve essere progettato, realizzato, collaudato, pubblicizzato e messo sul mercato per soddisfare un bisogno, ma è così normale riservare lo stesso iter a degli esseri viventi? Io non credo, anche se nella società di oggi tutto questo rientra nella normalità delle cose.

Perchè gli animali non vanno comprati, ma adottati: ci sono tanti trovatelli che cercano casa, tanti cuccioli e meno cuccioli che vengono abbandonati riempiendo i canili. E non importa se sono di razza o meno, sono pur sempre delle vite che possiamo accogliere nella nostra di vita.

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Veterinaria blogger

La laurea in medicina veterinaria è stata la realizzazione del sogno di bambina. Amo la natura e tutto ciò che ci tiene a contatto con la terra e l'universo, e probabilmente questo ha alimentato il mio interesse per la medicina naturale, soprattutto per l'agopuntura in cui ho conseguito un diploma post-laurea

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