Pesce rosso nella boccia di vetro: assolutamente no!

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Chi di noi non ha mai avuto da bambino un pesciolino rosso? Quanta emozione andare al luna park, giocare e tornare a casa con il sacchettino di plastica trasparente con all’interno un nuovo amico di cui prendersi cura…ma quanti errori sono stati anche commessi, soprattutto relegando per tutta la vita il pesciolino all’interno della classica boccia di vetro?

Perchè infatti è un grande errore questa usanza, in parte superata, ma ancora non del tutto; è sicuramente più facile da gestire, da pulire, non consuma energia come invece fa un acquario, occupa meno spazio ed è soprattutto molto più economica. Ma perchè è sbagliato far vivere un pesce all’interno dell’ampolla di vetro? Scopriamolo insieme.

Perchè il pesce rosso non può vivere nella boccia di vetro

Diversi sono i motivi per cui i pesciolini rossi non possono vivere nella boccia di vetro.

Innanzitutto questi animali possono raggiungere una lunghezza superiore ai 20 cm! (anche se vivere all’interno di un’ampolla ne riduce sensibilmente la prospettiva di vita).

Inoltre l’apertura dell’ampolla è insufficiente per permettere gli scambi gassosi con l’aria esterna e quindi l’ossigenazione dell’acqua.

Infine i pesci rossi all’interno della boccia di vetro si trovano in uno spazio dalla forma tutt’altro che naturale, che impedisce loro di orientarsi e riconoscere i confini. Trascorrere tutta la vita costretti a percorrere tragitti circolari e dal piccolo diametro rappresenta per loro una vera e propria tortura.

Pur la personale contrarietà a far vivere un animale in cattività e non nel proprio ambiente naturale (seppur al giorno d’oggi il pesce rosso venga considerato “da compagnia”, allevato da centinaia e centinaia di anni a tale scopo), la soluzione migliore in tal caso è quello di comprare un acquario con le caratteristiche idonee per farlo vivere dignitosamente ed in salute.

Spunto di riflessione

Come appena premesso, sono contraria a qualsiasi tipo di costrizione, estremamente convinta che ogni essere vivente dovrebbe vivere in piena libertà nel suo habitat naturale; questo articolo vuole infatti essere rivolto a coloro che non hanno ancora raggiunto questo tipo di consapevolezza.

Anche io, fino a qualche anno fa, ero inclusa in questo gruppo di persone, perchè in casa – sempre in nome dell’”amore” per gli animali – sono passati canarini, pesciolini, tartarughine d’acqua, coniglietti nani, tutti tassativamente con la loro gabbietta o vaschetta; ma grazie al mio lavoro (anche se credo che l’essere diventata veterinaria è l’aspetto che ha avuto meno peso), ma soprattutto alla curiosità di leggere e informarmi e di riflettere sui diritti che dovrebbe avere ogni essere senziente di nascere-vivere-morire secondo il proprio ciclo naturale, ho modificato il mio modo di pensare.

Comprare un animale non è mai etico, tenerlo in gabbia non è etico. Ma posso capire che nella nostra società tutto questo viene considerato ancora normale da parte di noi esseri umani.
A prescindere però dalle proprie opinioni, quando si decide di far entrare nella propria vita un animale, bisogna sempre garantirgli la soluzione più idonea per farlo vivere nel modo migliore possibile. Per anni ed anni è stata utilizzata la boccia di vetro per il pesce rosso, ancora oggi in molte case è presente, ma come abbiamo visto è un “habitat” che non risponde minimamente alle esigenze dell’animale, che anzi è dannosa per la sua stessa vita.

Foto di copertina di buongiornoafrica.it

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Veterinaria blogger

La laurea in medicina veterinaria è stata la realizzazione del sogno di bambina. Amo la natura e tutto ciò che ci tiene a contatto con la terra e l'universo, e probabilmente questo ha alimentato il mio interesse per la medicina naturale, soprattutto per l'agopuntura in cui ho conseguito un diploma post-laurea

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