Animale selvatico in difficoltà: come intervenire

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Non è così difficile imbattersi in un animale selvatico in difficoltà soprattutto in certe zone, ma non tutti sanno come intervenire in questi casi. Cosa bisogna fare se dovessimo trovarci in questa situazione?

Fauna selvatica: patrimonio indisponibile dello stato

La Legge Nazionale n. 157/1992 stabilisce che la fauna selvatica in Italia costituisce “patrimonio indisponibile dello Stato”: ciò significa che gli animali selvatici sono un bene di tutti che non può essere posseduto da privati. É vietato quindi a chiunque prendere uova, nidi e piccoli nati di mammiferi e di uccelli appartenenti alla fauna selvatica (ad eccezione dei casi previsti dall’articolo 4, comma 1) o nelle zone di ripopolamento e cattura, nei centri di riproduzione della fauna selvatica e nelle oasi di protezione in caso di distruzione e morte sicura (salvo che in quest’ultimo caso venga data comunicazione alla competente amministrazione provinciale entro le 24 ore).

Ma la cosa più importante da sottolineare è che un animale selvatico ha il diritto di stare nel suo habitat naturale, luogo a lui adatto per vivere ma anche per morire.

Trovare un animale selvatico in difficoltà: cosa fare

Come allora bisogna comportarsi quando ci si imbatte involontariamente in un animale selvatico? Naturalmente dipende molto dalla situazione.
Accertiamoci prima di tutto che l’animale abbia effettivamente bisogno di aiuto: molte volte il vedere dei cuccioli da soli ci fa subito supporre che siano orfani, mentre molto spesso le loro madri li sorvegliano da lontano o sono comunque nei paraggi, magari in cerca di cibo. In linea generale quindi nidiacei e cuccioli sani devono essere lasciati nel luogo di ritrovamento, senza essere toccati.

Se dovessimo imbatterci invece in un animale selvatico in difficoltà o ferito, bisognerà contattare nel minor tempo possibile la Polizia Provinciale competente per territorio oppure il Corpo Forestale dello Stato al numero unico nazionale 1515 che vi metterà in contatto con la stazione del Corpo Forestale più vicina al luogo di ritrovamento; sarà necessario chiamare invece i Vigili del Fuoco in caso di situazioni particolari (ad esempio se l’animale si trova su alberi o tetti o all’interno di cunicoli); se l’animale selvatico si trova in mare, è la Guardia Costiera-Capitaneria di Bordo a dover intervenire (numero nazionale 1530) che per cetacei e tartarughe è in collegamento con centri di ricovero e cura.

Trovare un animale selvatico in difficoltà: cosa bisogna sapere

Quando si ha a che fare con degli animali selvatici, qualsiasi esso sia, bisogna tenere in considerazione sostanzialmente due punti molto importanti:

– sono animali non abituati al contatto umano, e quindi la sola vicinanza con l’uomo potrebbe essere causa di stress (e un soggetto che ha paura potrebbe diventare anche aggressivo);

– il semplice contatto diretto con la nostra pelle (basta toccarli o accarezzarli) potrebbe essere motivo di isolamento da parte dei loro cospecifici e quindi – soprattutto nel caso di cuccioli che hanno ancora bisogno delle cure parenterali per sopravvivere – causa di morte. Questo perchè viene trasmesso loro il nostro odore che non viene riconosciuto dalla mamma o dagli altri soggetti del gruppo. É quindi fondamentale utilizzare dei guanti.

É importante avvicinarsi sempre con molta cautela e senza movimenti o rumori azzardati, Nell’attesa dei soccorsi non si deve somministrare del cibo, un’involontaria cattiva gestione dell’animale potrebbe comprometterne la sopravvivenza.

Nel caso fosse possibile, è consigliabile mettere l’animale in una scatola di cartone di grandezza idonea, chiusa dopo aver praticato dei fori per la respirazione: il buio lo aiuta a rimanere più tranquillo. Bisogna invece evitare le gabbie e i trasportini per gatti in quanto le sbarre potrebbero causare traumatismi (teniamo presente che si tratta di animali che potrebbero agitarsi molto facilmente, non abituati al contenimento).

E nel caso di incidente nel quale siano stati coinvolti anche degli animali selvatici? La legge impone l’obbligo di soccorso da parte dell’investitore, il quale deve portare subito l’animale ferito in un centro veterinario.

Per concludere, è assolutamente vietato detenere in casa animali selvatici seppure soccorsi perchè feriti o in difficoltà. Molto spesso, soprattutto se si tratta di cuccioli, veniamo presi dalla tenerezza e pensiamo erroneamente di far loro del bene non rilasciandoli nuovamente in natura dove potrebbero essere sottoposti a ulteriori rischi e pericoli; decidiamo così di prendercene cura come se fossero animali da compagnia, ma questo potrebbe compromettere il loro futuro: per i cuccioli l’imprinting è fondamentale, e se le prime fasi della loro vita le vivono a stretto contatto con esseri appartenenti ad un’altra specie (in questo caso l’uomo), risulta più difficile un successivo reinserimento nel loro habitat naturale (potrebbero venire isolati dai loro simili o addirittura aggrediti).

Come abbiamo già anticipato, l‘animale selvatico deve vivere in piena libertà e nel proprio ambiente, sarebbe quindi un gesto egoistico privarlo di questo loro diritto.

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Veterinaria blogger

La laurea in medicina veterinaria è stata la realizzazione del sogno di bambina. Amo la natura e tutto ciò che ci tiene a contatto con la terra e l'universo, e probabilmente questo ha alimentato il mio interesse per la medicina naturale, soprattutto per l'agopuntura in cui ho conseguito un diploma post-laurea

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