Un weekend a Lerici, gioiello nel Golfo dei Poeti

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Desideravo vivere un ultimo weekend di mare, un “Arrivederci al prossimo anno” in vista dell’autunno ormai alle porte.
Tra i diversi luoghi che mi echeggiavano nelle orecchie c’era lei, Lerici, e questi due giorni di sole e caldo a metà settembre mi sono apparsi come l’occasione giusta per visitarla.

Golfo dei Poeti

Quando esci dall’autostrada cominci a seguire le indicazioni per Lerici… svolta a destra… svolta a sinistra… e poi all’improvviso te lo trovi lì davanti: un letto d’acqua blu intenso sul quale riposano decine di barche, in uno scintillio danzante giallo oro, raggi di sole che qui si rispecchiano. Un piccolo tassello del Golfo dei Poeti, che diventa sempre più ampio man mano che – curva dopo curva – scendi verso il mare.

Lerici, compresa nel suo abbraccio, rappresenta l’estremità orientale del Golfo, mentre sul versante opposto si trova Porto Venere; al centro La Spezia.

Il suo nome non ammette fraintendimenti: diversi paesini che si affacciano su questo tratto di mare sono stati residenza di poeti che ne hanno decantato le sue meraviglie; tra questi Dante, Petrarca, Byron, Shelley, Montale; ma il Golfo dei Poeti ha rapito l’animo anche di diversi romanzieri, giornalisti, oltre ad essere soggetto delle tele di svariati pittori.

” … Il mare è un dipinto che cambia colore e umore ogni minuto, giorno e notte. Qui ci sono profondità riempite di un clangore di cui è difficile immaginare la terribile varietà; tutte le grida della disperazione, tutte le maledizioni dell’inferno si mescolano qui, e sotto la mia piccola finestra sento le voci della notte dall’abisso che a volte ruggiscono in un baccanale senza nome, in altri, inni selvaggi temibili anche nella misura della consolazione … “
(George Sand)

Per saperne di più sul Golfo dei Poeti: da Portovenere a Lerici passando da La Spezia e Tellaro .

Weekend a Lerici: consigli utili

A Lerici basta solo decidere come voler trascorrere le proprie ore, perchè le opportunità sono veramente tante (ovviamente vanno di pari passo al numero di giorni che si hanno a disposizione).
Vi consiglio però di tener conto di diversi “piccoli” fattori, proprio perchè sono quelli in cui mi sono imbattuta io in prima persona e che potrebbero rappresentare un ostacolo sulla propria tabella di marcia.

Optate per un weekend di solo mare o partite da casa con indosso la veste di turista curioso di scoprire ogni più piccolo scorcio del luogo? La difficoltà maggiore la si incontra se si desidera conciliare entrambe le cose.
Così come in tutta la Liguria, anche qui a Lerici le spiagge non sono molto estese, quindi anche un weekend di metà settembre – sopratutto se molto caldo – può trasformarsi in una rincorsa al metro quadrato di sabbia dove distendere il proprio asciugamano; gli orari più favorevoli per trovare posto sono la mattina presto, il tardo pomeriggio o l’ora di pranzo, quando un po’ di gente decide di rincasare o imbucarsi in qualche locale per gustare qualche piatto magari tipico locale.
In questo periodo di emergenza Covid, come avevo già verificato durante la mia vacanza a Levanto , anche sulla spiaggia libera di Lerici le postazioni sono contrassegnate da paletti di legno che garantiscono il distanziamento sociale; qui sono addirittura le forze dell’ordine che tengono d’occhio i bagnanti e che danno l’ok ai turisti in attesa sul lungomare per scendere sulla spiaggia ad occupare il paletto appena lasciato libero. Potete immaginare quindi cosa vorrebbe dire alzarsi, lasciare l’ambito paletto per andare a visitare il borgo di Lerici (o perchè no, spingersi verso San Terenzo, cosa che mi sarebbe piaciuto fare) e poi tornare con la speranza di ritrovare immediatamente posto; in questa situazione così molto particolare non sarebbe neanche corretto tenere occupata la postazione con i propri asciugamani. L’ideale è quindi lasciare definitivamente la spiaggia verso il tardo pomeriggio, quando il sole comincia a calare, e godersi così appieno quanto di bello Lerici sa regalare.

Oltre le spiagge libere, dove bisogna arrivare muniti di tutto, ci sono anche quelle libere attrezzate (qui è possibile affittare ombrellone e sdraio) o gli stabilimenti privati; ma c’è chi preferisce ritagliarsi invece un piccolo spazio sugli scogli e sdraiarsi lì a prendere il sole.

Altro fattore non indifferente è la grande difficoltà nel trovare parcheggio: a Lerici (così come nella vicinissima San Terenzo) tutti i posti sono riservati ai residenti; ce ne sono anche diversi contrassegnati dalla striscia blu, ma per andare un po’ più sul sicuro vi segnalo il parcheggio a pagamento che si trova proprio davanti alla spiaggia Venere Azzurra. Ovviamente anche questa spesa andrà ad incidere sul proprio badget, quindi tenetene conto soprattutto se presso la struttura in cui pernotterete non è contemplato il posto auto o se è distante dal mare.

Cosa vedere a Lerici

Basta star seduti sulla spiaggia e girare leggermente il proprio sguardo verso sinistra che gli occhi vengono immediatamente catturati da un primo dipinto da cartolina: il Castello San Giorgio, maestoso sulla lingua di terra che si spinge verso il mare, sembra guardare dall’alto e voler proteggere le casettine del borgo, con i loro colori pastello ed incastonate l’una sull’altra; è un contrasto di forme, tinte e dimensioni, ma il quadro che ne esce è un capolavoro.

Nel Medioevo Lerici era considerata punto strategico sia militare che commerciale, ed è per questo che il suo castello fu oggetto di molte lotte, soprattutto tra le due Repubbliche Marinare di Genova e Pisa; questo paese fu inoltre tappa di viaggi e pellegrinaggi medievali, non distante dal tracciato principale della Via Francigena.

Castello San Giorgio, considerato uno dei più belli di tutta la Liguria, ha una base pentagonale, così come la sua torre, il tutto circondato da un sistema di mura esterne; una rampa di scale porta al suo interno, dove sorge la Cappella Santa Anastasia (l’ingresso è a pagamento, inoltre – se desiderate farvi visita – vi consiglio di informarvi prima sugli orari di apertura e chiusura).
Oggi il castello è sede del museo geopaleontaologico, oltre che di mostre, convegni e avvenimenti culturali.
Molto bello il panorama che si può ammirare da lassù, sia sul Golfo dei Poeti che sulle colline verdi alle spalle.

Il Castello può essere raggiunto facendo una piacevole passeggiata lungo via Giuseppe Mazzini, strada molto carina dove è anche gradevole fermarsi sul muretto che costeggia il lungomare ad ammirare il sole che va a dormire dietro le colline, sedersi ad un tavolino di uno dei suoi locali o a leggere un libro su una panchina all’ombra degli alberi.
Arrivati ai piedi del castello, si può raggiungere la cima del promontorio lungo una scalinata; non fatevi spaventare dall’altezza, se non si presentano particolari difficoltà fisiche è fattibile da tutti, e sostare sui pianerottoli che si incontrano di tanto in tanto girandosi verso il mare per riprendere fiato, ripaga.
Vi consiglio invece di ridiscendere percorrendo i tipici carruggi liguri, queste strette viettine – per lo più in pendenza – sulle quali si affacciano porte e finestre delle singole abitazioni del borgo antico; vi riporteranno verso Piazza Giuseppe Garibaldi, la piazza principale di Lerici, con la sua fontana al centro e la Torre di San Rocco (di fianco della quale si trova l’Oratorio omonimo), che nacque in epoca romana come torre di avvistamento per essere poi trasformata in campanile nel XVI secolo.

Lerici, una meta ideale

Se state quindi pensando di trascorrere anche solo un paio di giorni in una zona tranquilla di mare conciliando relax e cultura e che sia facile da raggiungere in auto così come con i mezzi pubblici (da La Spezia si prende la navetta dell’ATC), Lerici può rappresentare la meta ideale.
Se avete a disposizione invece più giorni o un’intera vacanza, potreste anche decidere di visitare anche tanti altri bei borghi non distanti da Lerici, sia sul mare che nell’entroterra, senza dimenticarsi ovviamente delle Cinque Terre.

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Veterinaria blogger

La laurea in medicina veterinaria è stata la realizzazione del sogno di bambina. Amo la natura e tutto ciò che ci tiene a contatto con la terra e l'universo, e probabilmente questo ha alimentato il mio interesse per la medicina naturale, soprattutto per l'agopuntura in cui ho conseguito un diploma post-laurea

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