Colibrì: un’esplosione di energia racchiusa in pochi grammi di peso

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Il colibrì è uno degli animali che mi affascinano di più al mondo: colori stupendi, caratteristiche anatomiche e fisiologiche che lo rendono unico… non a caso i popoli aztechi veneravano il “Dio colibrì azzurro”. E’ incredibile come un esserino tanto  piccolo possa racchiudere così tanta energia.

Caratteristiche del colibrì

Sono gli uccelli più piccoli al mondo, tanto che il loro peso più variare dai 2 grammi del Phaethornis rubes (colibrì del sole rossastro) e del Mellisuga helenae (colibrì di Elena) fino ai 20 grammi del Patagona gigas (colibrì gigante…beh, paragonato agli altri è senz’altro un gigante).

Il colibrì ha un apparato muscolo-scheletrico strutturato in modo da permettergli di battere le ali in ogni direzione; ma le particolarità di questo minuscolo uccellino sono il volo stazionario grazie al quale è in grado di rimanere immobile a mezz’aria, ed il volo all’indietro. Anche il volo anterogrado, seppur comune a tutti gli altri volatili, è comunque sorprendente: il colibrì riesce a raggiungere una velocità di 45 km/h ed in picchiata i 96 km/h. Tutto questo gli permette di svolgere delle vere e proprie acrobazie in aria, capacità che il maschio sfoggia durante il periodo degli amori nella conquista della femmina, con la quale in alcune specie si unisce in un vero e proprio volo nuziale.

Queste notevoli capacità di volo gli richiedono uno sforzo fisico più che notevole: arriva a compiere fino a 70/80 battiti d’ali al secondo (il colibrì gigante “solo” 10/15), e di conseguenza anche la frequenza cardiaca risulta notevole (può raggiungere i 1200 battiti/minuto); tutto questo comporta anche un considerevole consumo di energie (tra i più alti nell’ambito dei vertebrati) che il colibrì cerca di risparmiare facendo dei lunghi riposi tra un pasto e l’altro; per ridurre ad minimo il loro velocissimo metabolismo, durante la notte cadono in un vero e proprio torpore e la temperatura corporea si abbassa fino a raggiungere i 10 gradi (di circa 30 gradi rispetto a quella diurna!). Il battito alare così rapido crea anche una sorta di ronzio, ed è per questo che viene anche chiamato “uccello mosca” (in inglese “hummingbird”, uccello dal volo ronzante).

Altre particolarità

Le 300 specie di colibrì presentano becchi di forme e dimensioni diverse, adattandosi ai fiori dai quali succhiano il nettare di cui si nutrono. A tale scopo anche la lingua assume una forma tubulare, con i suoi margini esterni ripiegati verso l’alto; inoltre rimane arrotolata all’interno della bocca e srotolata verso l’esterno solo quando il colibrì si deve nutrire.
É grazie al volo stazionario che i colibrì riescono a succhiare il nettare dei fiori, che rappresenta circa il 90% della sua alimentazione (l’altro 10% consiste in insetti che trova all’interno della corolla degli stessi fiori). Il trasporto involontario di polline da una pianta all’altra, fa sì che questo animale svolga un ruolo molto importante nel processo di impollinazione e quindi anche nel mantenimento dell’ecosistema nel quale vivono (che non abbiamo ancora menzionato: il colibrì vive principalmente nella foresta amazzonica, ma alcune specie le possiamo trovare anche sull’altopiano andino, o negli Stati Uniti, o ancora in Canada).

Il colibrì non riesce a deambulare sul terreno in quanto le sue zampe sono molto corte e nascoste dal piumaggio (non a caso appartengono infatti all’ordine Apodiformes)

Vari sono i colori del suo piumaggio, ma soprattutto è notevole la loro brillantezza: nelle piume del colibrì sono presenti delle lamelle cornee in grado di scomporre il raggio di luce nei suoi colori originali, e questo fa sì che la colorazione sia diversa in base all’angolo di osservazione.
Se siete curiosi di scoprire un altro animale che fa “magie” con i suoi colori, vi invito a leggere Il camaleonte e i suoi mille colori

Altra caratteristica un pò particolare trattandosi di un uccello, i colibrì non cantano! Solo i maschi emettono un trillo veloce e un paio di note acute come canto d’amore durante il corteggiamento delle femmine.

Ma non fatevi intenerire troppo da questi piccoli uccellini perchè, nonostante le loro minuscole dimensioni, sono particolarmente aggressivi, soprattutto nel proteggere le proprie fonti di nutrimento e nei confronti dei maschi della stessa specie durante la stagione degli amori.

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Veterinaria blogger

La laurea in medicina veterinaria è stata la realizzazione del sogno di bambina. Amo la natura e tutto ciò che ci tiene a contatto con la terra e l'universo, e probabilmente questo ha alimentato il mio interesse per la medicina naturale, soprattutto per l'agopuntura in cui ho conseguito un diploma post-laurea

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