Visitare Palermo, a piedi, in tre giorni: cosa fare, vedere e dove mangiare

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Come si può visitare Palermo, a piedi, in tre giorni? Ve lo svelo subito. Ecco come abbiamo trascorso le tre giornate in città, cosa fare, vedere e dove mangiare. Noi siamo riusciti anche a visitare il Duomo di Monreale, a 20 minuti dal centro di Palermo, senza risparmiare le passeggiate ai mercati e le soste nelle trattorie più tipiche!

Visitare Palermo a piedi: il primo giorno

Sbarchiamo a Palermo verso le 8.30 del mattino. Grazie alla linea di bus Prestia&Comandè in 50 minuti siamo alla stazione centrale della città da dove raggiungiamo il b&b direttamente a piedi.
Il prezzo di una corsa del servizio bus Prestia&Comandè è di 6 euro ma vi conviene comprare già il ritorno al prezzo di 10 euro in tutto. Se siete un gruppo potete anche prendere un taxi che al costo di 7€ a persona vi porterà a destinazione!

Giovanni, il proprietario di Al Galileo Siciliano, ci accoglie con mappa e tante preziosi informazioni sulla città. Posiamo i bagagli e alle 10.30 siamo già in giro per Palermo.

Palermo è divisa in quattro quartieri, ognuno prende il nome dal monumento, la piazza o l’attrazione che lo rappresenta. È per questo che la piazza principale di Palermo – che è anche una delle più belle – si chiama Quattro Canti. Da qui si diramano i quattro quartieri della città. Noi il primo giorno ci siamo dedicati alla scoperta di Ballarò  e dell’Albergheria.

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Ballarò  è il mercato principale di Palermo ed è  praticamente sempre aperto (a parte la domenica pomeriggio). Qui si trovano i classici banchi di frutta e verdura, più  chioschetti, baracchini o anche piccole trattorie dove provare il celebre street food locale. A qualunque ora vi recherete a Ballarò  vi ritroverete con in mano qualche gustosa prelibatezza. È impossibile resistere al richiamo dello street food palermitano. Per questo vi consiglio di dedicare la visita tra le 12 e le 13.

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Di per sé  il mercato non è grandissimo e si gira comodamente in un’ora, includendo la visita alla Chiesa della Madonna del Carmine. Noi alle 11 eravamo già pronti per assaggiare il celebre sfilcione palermitano, una sorta di focaccia condita con pomodoro, origano, cipolla e cacio cavallo.

Ma cos’altro mangiare a Ballarò? Iniziate con pane e panelle o un’arancina al ragù per poi buttarvi nel panino con la milza, cibo che più tradizionale non si può. Bellissimi i vecchietti palermitani intenti a mangiare questi panini stracolmi! Se però non siete abbastanza coraggiosi fermatevi a prendere un pezzo di formaggio fresco e accompagnatelo con lo sfilcione palermitano.
Se volete sedervi ci sono numerosi bar e trattorie che con appena 7 euro vi serviranno menu a base di antipasti di street food, primi e secondi di mare o carne.
Avete ancora spazio nello stomaco? È ora di provare il cannolo siciliano, la frutta martorana o una cassettina, dolci perfetti per concludere il pranzo.

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Passato Ballarò  vi ritroverete in piazza Pretoria, chiamata anche piazza della vergogna per via delle statue nude presenti intorno alla fontana. La piazza e la fontana sorgono proprio di fronte a Palazzo Pretorio. Da qui addentratevi all’interno di un’altra piazza maestosa ed elegante, dove sorge l’imponente Chiesa di San Cataldo, piazza Bellini. La chiesa di San Cataldo è un edificio risalente al XII secolo, oggi appartenente all’ordine dei cavalieri del San Sepolcro.

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I Quattro Canti sono proprio lì accanto, dove si intersecano via Vittorio Emanuele e via Maqueda. Ai quattro angoli si trovano le facciate di palazzi bellissimi, risalenti al 1600, con al centro le statue delle quattro stagioni. Nelle nicchie sopra le fontane si trovano invece le statue dei più importanti re spagnoli e, al livello più alto, quelle delle protettrici di Palermo, le sante Cristina, Ninfa, Oliva e Agata, poi soppiantata da Santa Rosalia.

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Una delle facciate dei Quattro Canti

Ritornando sui quattro canti e scivolando lungo via Vittorio Emanuele II, la via più antica della città, abbiamo raggiunto la deliziosa piazza Bologni e poi la Cattedrale di Palermo. Costruita dai normanni, che utilizzarono la pianta di una basilica cristiana, la cattedrale ha subito nel corso del tempo diversi interventi strutturali: pensate che durante il periodo di reggenza araba fu anche una moschea (all’ingresso osservate le colonne a sinistra: si possono intravedere pezzi di corano), poi venne riconvertita in edificio di culto cristiano a seguito della cacciata dei saraceni e l’insediamento dei normanni. Gli interni? Seguono il modello neoclassico.

La Cattedrale di Palermo quindi si presenta come un miscuglio di stili tutto da ammirare!

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Cattedrale di Palermo

Alla cattedrale si accede liberamente ma per visitarla al meglio ci sono 3 tipi di biglietto. Il più costoso è quello da 7€ che include l’ingresso alla cripta, alle tombe dei re, al tesoro e alle terrazze, da dove si gode una bella vista della città.

Ancora più su si trova il Palazzo dei Normanni e la Cappella Palatina, una struttura circondata  da un giardino ben curato, fatto di palme e piccoli pappagallini verdi che svolazzano liberamente sopra le teste dei turisti. Sarà bello fermarsi qualche istante seduti sulle panchine di piazza del Parlamento.

Imperdibile la visita alla Cappella Palatina, fondata nel 1130 da re Ruggero II, un vero e proprio gioiello di arte normanna, dove tra tutti spicca il soffitto arabo fatto di mosaici. Il costo per visitare la Cappella Palatina è di 12€ a persona.

Direi che per il primo giorno questo percorso può bastare!


Informazioni pratiche

Chilometri percorsi a piedi il primo giorno a Palermo:

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Cosa vedere in breve:

  • Ballarò
  • Piazza Pretoria
  • Chiesa di San Cataldo
  • Cattedrale di Palermo
  • Cappella Palatina

Visitare Palermo a piedi: il secondo giorno

Noi abbiamo dedicato la seconda giornata a La Kalsa, un altro dei quartieri da vedere a Palermo. Questa volta, arrivando ai Quattro Canti dalla stazione, si gira verso destra e proseguendo lungo via Vittorio Emanuele si giunge fino al mare. Prima però si incontrano tante caffetterie e trattorie tipiche, piazza Marina, dove la domenica si tiene un grazioso mercatino di antiquariato e il Palazzo Steri, ex penitenziario, oggi famoso per accogliere il dipinto La Vucciria di Guttuso.
Nei giardini che si affacciano su piazza Marina si trova un ficus gigantesco, tra i più antichi d’Europa.

Spingendosi fino al mare si incontra la Chiesa di Santa Maria della Catena, dove è conservata l’antica catena che un tempo chiudeva il vecchio porto di Palermo. Proprio lì vicino si trova un bel murales dedicato a Falcone e a Borsellino.

Tornando indietro, direzione cattedrale, si trova una piccola fermata di bus che organizzano tour panoramici della città e gite a Monreale. Noi ovviamente ne abbiamo approfittato. La compagnia con cui abbiamo prenotato si chiama Hop on e tra le 14 e le 15.15 porta i turisti interessati a Monreale. Al prezzo di 10 euro a persona si può contare su un passaggio fino a Monreale (l’ingresso al duomo è gratuito) andata e ritorno, e al Palazzo della Zisa. La gita dura un paio d’ore in tutto.

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Duomo di Monreale

Nel duomo di Monreale si può ammirare una delle più grandi opere musive al mondo. Il mosaico che è conservato a Monreale si estende su una superficie di più di 6000 mq e venne realizzato verso la fine del 1100 da squadre bizantine dedite a questo tipo di arte. Sul soffitto sono raccontati episodi del Vecchio e del Nuovo Testamento che culminano nella visione del Padre Eterno presente nella cappella sopra l’altare.

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Mosaici nel Duomo di Monreale

Il borgo di Monreale è piccolo e raccolto, se avete tempo fate una passeggiata tra i suoi vicoli e mangiate un gelato. Dalla strada principale per arrivare in Duomo si può godere di una splendida vista su tutta Palermo.

Riprendendo il pulmino si arriva ai giardini della Zisa sembrano una piccola Reggia di Caserta in miniatura e il suo Palazzo è uno tra i tesori artistico-architettonici che la dominazione normanna ha lasciato in Sicilia. Il nome significa la splendida. Molte caratteristiche del palazzo rievocano l’arte araba, creando un connubio di rara bellezza architettonica.
Mi immagino la Zisa, al tempo del suo massimo splendore, come un paradiso: il palazzo sorgeva all’interno del parco reale normanno, il Genoardo, ricco di giardini rigogliosi, splendidi padiglioni, bacini d’acqua.

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Palermo, Castello della Zisa

Informazioni pratiche

Chilometri percorsi a piedi il secondo giorno a Palermo:

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Cosa vedere in breve:

  • La Kalsa
  • Piazza Marina
  • Palazzo Steri e la Vucciria di Guttuso
  • Chiesa di Santa Maria della Catena
  • Monreale e il suo duomo
  • Il Castello della Zisa

Visitare Palermo a piedi: il terzo giorno

Il terzo giorno a Palermo è tutto per la street art e i mercati. Si perché a Palermo c’è tanta street art, lo sapevate?

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Street art a Palermo

Con la scusa di vedere alcune opere di street artist interessanti ci siamo spinti fino al Mercato del Capo, la Vucciria e Ballarò e abbiamo visitato i due mercati che ci mancavano.

Di sicuro il mercato più interessante e fornito dei tre è Ballarò, mentre la Vucciria è meta perfetta per una cena o una passeggiata serale. Nonostante questa premessa è stato bello perdersi tra i vicoli del mercato del Capo, ascoltare i discorsi dei pensionati e le promesse dei venditori di pane e panelle. Proprio tra i vicoli del mercato e delle piazze si incontrano opere di Rame, Zolta e molti altri! Aguzzate la vista.

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Palermo, Mercato del Capo

Verso piazza

La Vucciria invece è un mercato che sa di pane e bucato. Tanti i panifici aperti, colmi di dolcetti, focacce e panini al sesamo. Qui l’odore della farina si mescola al profumo delle lenzuola stese. Di opere di street artist famose segnalo quelle di Hopnn a tema marinaro.

Dalla Vucciria si può riprendere via Vittorio Emanuele e correre di nuovo verso il mare, magari per rilassarsi dopo una bella mangiata, sotto il sole caldo.

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Il porto di Palermo

Ributtandoci nel quartiere La Kalsa poi, questa volta dal lato in direzione stazione centrale, scopriamo una zona elegante, ben curata. Case basse, chiese nascoste e pavimenti dai ciottoli grandi.
Da qui Ballarò dista appena 15 minuti a piedi. Prima di salutare definitivamente Palermo non resistiamo all’idea di tornare al mercato per l’ultima volta. È il tardo pomeriggio, molti banchi sono chiusi, i palermitani hanno già fatto la spesa, ma il fascino si fa sentire. Dopo aver acquistato la frutta martorana, il nostro souvenir, rientriamo in hotel e siamo pronti a ripartire.


Informazioni pratiche

Chilometri percorsi a piedi il terzo giorno a Palermo:

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Cosa vedere in breve:

  • Teatro Massimo
  • Mercato del Capo
  • La Vucciria
  • Porto di Palermo
  • Ballarò

Visitare Palermo: dove dormire

Noi ci siamo fermati Al Galileo Siciliano, un comodissimo b&b situato a 10 minuti a piedi dalla stazione centrale e a 18 minuti dai Quattro Canti.
Abbiamo ricevuto un’accoglienza impeccabile grazie a Giovanni che ci ha sapientemente istruito sulla città, ma siamo stati coccolati anche dalle ragazze dello staff, soprattutto a colazione e al rientro dalle lunghe passeggiate in giro per Palermo.

Le camere del b&b sono spaziose e pulitissime. La colazione è a base di torte e cornetti fatti in casa.
La posizione è perfetta per muoversi a Palermo a piedi e visitare tutto ciò che di bello ha questa città. Se vi interessa qui trovate tutte le informazioni sul b&b: www.algalileosiciliano.it.

Visitare Palermo: dove mangiare

Proprio nel cuore della Vucciria abbiamo trovato la trattoria perfetta dove fermarsi a mangiare dell’ottima e squisita cucina locale. Si chiama Ferro di Cavallo e si trova in via Venezia 20.
Noi abbiamo provato la caponata, le polpette con le sarde, un primo piatto chiamato gattopardo di pesce (involtini di melanzane ripieni di spaghetti al sugo e pesce-spada e sapientemente gratinati al forno), una frittura di pesce.
Costo? 28 euro con vino, coperto e pane.

In zona stazione centrale invece, vicino al b&b in cui abbiamo dormito, abbiamo mangiato molto bene da Antica trattoria pizzeria da Enzo dal 1958, in via Francesco Maurolico. Ottimi piatti a base di pesce e buona pizza! Lo staff è gentile e davvero molto, molto simpatico: abbiamo chiacchierato durante tutta la cena e ciò ha reso il pasto ancora più gradevole.

Per una pausa sfiziosa fermatevi da Bar Marocco in via Vittorio Emanuele 294, proprio di fronte alla cattedrale: il bar è una caffetteria, gelateria, rosticceria e pasticceria insieme e serve delle buonissime arancine al ragù. Non mancano i dolci tipici siciliani.

Avete bisogno di una pausa-caffè? Sedetevi in piazza Bologni al Bar Liberty!

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