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Visitare le Catacombe di Napoli: consigli e informazioni utili

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Ricordo benissimo la prima volta che visitai le catacombe. Ero alle medie e la professoressa di storia ci portò alle Catacombe di Sant’Agnese di Roma. Le catacombe altro non sono che delle aree cimiteriali utilizzate nell’antichità. Quelle di Sant’Agnese si sono sviluppate tra il III e il IV secolo d.C. e sono legate al martirio della giovane Agnese avvenuto nel corso delle persecuzioni anticristiane di quel periodo.

Devo ammettere che l’effetto non fu dei più piacevoli, sarà stata l’età e il poco interesse nei confronti di questi reperti storici. Tuttavia nel corso del tempo mi è capitato più volte di visitare altre catacombe e quelle che ho più ammirato sono state proprio le Catacombe di Napoli. Oggi vi racconto la mia esperienza, cercando di fornirvi consigli e informazioni utili per programmare la visita!

Prima di partire

Se il viaggio in città è già in programma, procurati in anticipo i tuoi biglietti per le Catacombe di Napoli: su Musement trovi tour guidati per le Catacombe di San Gennaro e per quelle di San Gaudosio. In entrambi i tour troverete la conferma istantanea e il salta coda!

Le Catacombe di San Gennaro a Napoli: un patrimonio architettonico unico

Le catacombe di San Gennaro sono disposte su due livelli e, fortunatamente (soprattutto per chi soffre di leggere forme di claustrofobia) i piani hanno degli spazi davvero ampi.

Il nucleo principale di queste catacombe risale al II secolo d.C.: era il sepolcro di una famiglia gentilizia che poi donò gli spazi alla comunità cristiana. Nel IV secolo le catacombe vennero ampliate a seguito della deposizione in loco delle spoglie di Sant’Agrippino.

L’ampliamento di questo spazio ha permesso la creazione di una vera e propria basilica con un’unica navata scavata nel tufo, dove ancora oggi si celebra la messa.

La parte sottostante la basilica si è sviluppata seguendo una struttura a reticolato. Qui i soffitti sono alti fino a 6 metri e la temperatura varia tra i 15 e i 22°.
Il piano ospita una vasca battesimale voluta dal vescovo Paolo II, rifugiatosi nelle catacombe a seguito delle lotte iconoclaste.

La catacomba superiore ha origine da un antico sepolcro e la sua espansione si deve alla traslazione delle spoglie di San Gennario avvenuta nel V secolo. Allargandosi la catacomba arrivò ad accogliere la Cripta dei Vescovi e la basilica adjecta.

… e un patrimonio artistico altrettanto speciale

Oltre a un’architettura unica, le Catacombe di Napoli vantano un ricco patrimonio pittorico- musivo.

Uno degli ambienti più suggestivi è il vestibolo della catacomba superiore che conserva le prime pitture cristiane del sud Italia, mentre la Cripta dei Vescovi regala la vista di pregevoli mosaici del V secolo.

Consigli per goderti la visita alle Catacombe di San Gennaro di Napoli

Considerate le basse temperature presenti è bene munirsi un maglioncino o una felpa durante l’estate. Scarpe molto comode sono raccomandate per permettervi di muovervi al meglio e con agilità. Una bottiglietta d’acqua in borsa? Perché no!

È importante ricordare che le Catacombe di San Gennaro sono accessibili a tutti: dal 2009 infatti si è scelto di abbattere tutte le barriere architettoniche, per questo esiste un ingresso per disabili e un percorso tattile per i non vedenti.

Informazioni utili

L’ingresso alle catacombe si trova vicino alla Basilica del Buon consiglio in via Capodimonte 13.
Le catacombe sono aperte dal lunedì al sabato dalle 10 alle 17 e la domenica dalle 10 alle 14.

Le catacombe di San Gaudosio a Napoli: primi simboli cristiani al centro del Rione Sanità

Proprio sotto la Basilica di Santa Maria della Sanità, al centro del rione omonimo, sorge quello che un tempo era il secondo cimitero paleocristiano più importante della città. Qui si trovano ben 9 catacombe e complessi ipogei di cui solo alcuni sono stati portati alla luce.

Ma chi era San Gaudioso? Gaudosio arrivò a Napoli dal Nord Africa, dopo essersi rifiutato di convertirsi all’arianesimo: il re Genserico per vendetta lo imbarcò su una nave senza vele e remi insieme a altri cristiani che arrivò quasi per miracolo in città. Alla sua morte venne sepolto nell’area cimiteriale extra moenia di Napoli che divenne luogo di culto.

Dopo la morte del vescovo la catacomba divenne la seconda per ampiezza di Napoli, dove ancora oggi convivono elementi paleocristiani e del XVII secolo. È possibile ammirare affreschi e mosaici del V e del VI secolo in cui sono presenti molti simboli diffusi nella prima età cristiana (come per esempio il pesce, l’agnello, la vite con i tralci). Perdetevi di fronte a tale bellezza e ricchezza!

Purtroppo durante il corso del basso Medioevo le catacombe furono abbandonate a causa delle frane di fango e detriti che scendevano dalle colline per il trafugamento delle reliquie di San Gennaro. Solo nel corso del IX secolo le spoglie dei santi, tra cui San Severo e San Gaudioso furono messe in sicurezza nelle mura di Napoli.

Nel ‘600 ecco che il sito arriva a ospitare principalmente aristocratici e ecclesiastici, sepolti tramite la pratica della scolatura (praticamente i cadaveri venivano messi in nicchie per far perdere i liquidi).

Informazioni utili

L’ingresso alle catacombe è dalla Basilica Santa Maria della Sanità, in piazza Sanità 14.
Le catacombe sono aperte dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 13.

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Fondatrice

Sono una viaggiatrice. Sono anche una maniaca dell'organizzazione e amo fotografare porte colorate. Adoro il cibo e spesso mi diletto a cucinare con il mio Monsieur Cuisine Plus!

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