Museo del Novecento a Milano? Wow, che bello. È ancora questa la mia reazione quando mi chiedono un parere su quello che considero uno dei musei più moderni e coinvolgenti della città.
Ci sono tornato due o tre volte e non soltanto per le opere. Vale la visita per il percorso nell’arte del Novecento italiano, per l’architettura dell’Arengario e per la sala di Lucio Fontana affacciata su Piazza Duomo. La collezione può ruotare, quindi alcune opere che ho visto nelle mie visite potrebbero non essere esposte nello stesso momento.
Cosa vedere al Museo del Novecento di Milano?
Le opere e gli ambienti da non perdere sono la sezione futurista, Forme uniche della continuità nello spazio di Boccioni, Femme nue di Picasso e la sala Fontana con la Struttura al neon. A questi aggiungerei il percorso architettonico e la vista sul Duomo, parte integrante dell’esperienza.
- La rampa a spirale dell’Arengario.
- La collezione Gianni Mattioli e il Futurismo.
- Le opere di Umberto Boccioni e Giacomo Balla.
- Femme nue di Pablo Picasso.
- La sala dedicata a Lucio Fontana.
- Le sezioni su arte cinetica, programmata e povera.
Perché visitare il Museo del Novecento?
Perché qui spazio, opere e città dialogano continuamente. Il Museo del Novecento occupa il Palazzo dell’Arengario, accanto a Palazzo Reale e di fronte al Duomo. Inaugurato nel 2010, nasce per valorizzare le collezioni milanesi dedicate all’arte del XX secolo.
La facciata storica è stata conservata, mentre l’interno è stato trasformato. La rampa a spirale accompagna verso le sale e le scale mobili collegano le diverse parti del percorso. Il visitatore non entra in una sequenza di stanze tutte uguali: sale, affacci e passaggi cambiano continuamente il rapporto con le opere.
Il momento più riconoscibile arriva all’ultimo piano, nella sala di Lucio Fontana. Dalle vetrate si vede Piazza Duomo e sopra lo spazio corre la Struttura al neon. È una delle ragioni per cui, anche dopo più visite, il museo continua a sembrarmi speciale.

Sala Fontana – Photo by Les Olson
Quali sono le opere famose del Museo del Novecento?
Tra i capolavori confermati dalla comunicazione ufficiale del museo ci sono opere di Boccioni, Picasso, Fontana, Manzoni e Cattelan. Gli allestimenti possono cambiare e i prestiti temporanei possono rendere un’opera non visibile il giorno della visita.
Forme uniche della continuità nello spazio di Umberto Boccioni
La scultura è diventata familiare anche perché compare sulla moneta italiana da 20 centesimi. Rappresenta movimento e fluidità e va osservata girandole attorno: soltanto cambiando punto di vista si colgono i dettagli con cui il corpo sembra fondersi con lo spazio.
Femme nue di Pablo Picasso
Realizzata nel 1907, Femme nue dialoga con la ricerca che porterà a Les Demoiselles d’Avignon. È una delle opere internazionali che aiutano a leggere ciò che accadeva, negli stessi anni, oltre i confini italiani.
Struttura al neon di Lucio Fontana
L’opera luminosa riprende il neon creato nel 1951 per lo scalone del Palazzo dell’Arte. I tubi sospesi disegnano nello spazio un segno dinamico e sembrano continuare nel panorama di Piazza Duomo: per me è diventata il simbolo del museo.

Merda d’artista di Piero Manzoni
È una delle opere più discusse del secondo Novecento e può essere una buona occasione per interrogarsi su valore, provocazione e mercato dell’arte. Non serve per forza amarla: il museo funziona anche quando invita a prendere posizione.
Lullaby di Maurizio Cattelan
L’opera utilizza macerie provenienti dal PAC dopo l’attentato del 1993. È un lavoro molto diverso dalle immagini più ironiche associate a Cattelan e introduce nel percorso una memoria dolorosa della città.
Le opere che mi hanno colpito nelle mie visite
Il mio elenco personale comprendeva dieci opere o sezioni, ma va letto come il ricordo delle visite fatte, non come una promessa sull’allestimento attuale. Oltre a Boccioni, Picasso e Fontana, mi erano rimasti impressi:
- Béatrice Hastings di Amedeo Modigliani, per il collo allungato e gli occhi vuoti.
- Ragazza che corre sul balcone di Giacomo Balla, che diventa leggibile allontanandosi dalla tela.
- Odalisca di Henri Matisse, per il colore e le decorazioni.
- Wald Bau di Paul Klee, paesaggio costruito tra linee e forme.
- Un’opera senza titolo di Jannis Kounellis, capace di occupare fisicamente lo spazio.
- La sezione di arte cinetica, dove il movimento dello spettatore modifica la percezione.
- Faro a Westkapelle (1909) – Piet Mondrian
- Paul Cèzanne
Questa distinzione è importante: il valore del racconto personale resta intatto, ma prima di andare conviene consultare la pagina ufficiale dei percorsi per sapere quali nuclei della collezione sono visitabili.
Il Quarto Stato è ancora al Museo del Novecento?
No. Dal 7 luglio 2022 Il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo è tornato in modo permanente alla GAM, Galleria d’Arte Moderna di Milano.
Quando lo vidi al Museo del Novecento mi impressionarono le dimensioni, molto più grandi di quanto immaginassi dopo averlo incontrato tante volte nei libri di storia. Quell’esperienza resta vera, ma il vecchio articolo non poteva continuare a indicarlo come opera visibile all’Arengario.
Chi vuole vederlo oggi deve controllare percorso e apertura della GAM. Il trasferimento è confermato dalla comunicazione ufficiale del Museo del Novecento.
Quanto tempo serve per visitare il Museo del Novecento?
Per una prima visita non la imposterei come una corsa. Il tempo dipende da quante sezioni sono aperte, dalle mostre temporanee e da quanto vi fermate davanti alle opere. Non indico una durata universale perché le mie due o tre visite non sono state tutte uguali.
Se avete poco tempo, concentratevi sul Futurismo, sulle opere principali e sulla sala Fontana. Se l’arte del Novecento vi interessa davvero, considerate anche le mostre comprese nel biglietto.
Orari e prezzi del Museo del Novecento
Ad agosto 2026 il biglietto intero costa 10 euro e comprende collezione permanente e mostre temporanee. Sono previste riduzioni e gratuità, quindi è meglio verificare il proprio caso sul sito ufficiale.
Il museo è aperto martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 10:00-19:30; il giovedì 10:00-22:30. Il lunedì è chiuso e l’ultimo ingresso è un’ora prima della chiusura. Biglietti e orari possono cambiare per festività o iniziative: controllate sempre la pagina biglietti, abbonamenti e card.
I musei civici milanesi partecipano alla gratuità della prima domenica del mese, secondo il calendario comunale vigente. Vista la possibile affluenza, verificate condizioni e disponibilità prima di presentarvi.
Il Museo del Novecento è accessibile?
Sì, il museo dispone di ascensori e percorsi per persone con disabilità motoria. Le persone con disabilità e un eventuale accompagnatore entrano gratuitamente. Esigenze specifiche e funzionamento degli impianti vanno comunque verificati attraverso la pagina ufficiale sull’accessibilità.
Vale la pena visitarlo?
Per me sì, e il fatto di esserci tornato più volte è la risposta più sincera. Arte, architettura e panorama non sono elementi separati: si accompagnano per tutto il percorso.
Non è necessario conoscere già il Futurismo o l’arte concettuale. Basta entrare con curiosità e accettare che alcune opere possano entusiasmare, altre divertire e altre ancora lasciare perplessi. È proprio questo il bello.







“mozzafiato”!
Ma che fantasia!
Non c’è termine più abusato, banalizzato, commercializzato degli ultimi anni.
Non me lo aspettavo in questo contesto.
Capisco il tuo punto di vista! ‘Mozzafiato’ è sicuramente una parola molto usata, ma a volte mi sembra ancora la migliore per descrivere certe emozioni. Se hai un suggerimento più originale, sono curioso di sentirlo!