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Last Trip di Gabriele Pellerone: l’opera contro la discriminazione razziale

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Il 21 marzo 2019, Reggio Calabria si è svegliata ammirando una nuova scultura in piazza Italia, proprio davanti Palazzo San Giorgio. Si tratta di Last Trip di Gabriele Pellerone. L’opera si schiera pubblicamente in favore della Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale promossa dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.

L’intento dell’opera Last Trip

Il giovane tattoo artist ha voluto creare un’opera di denuncia, che cerca di portare l’attenzione non solo sui problemi sociali della città, ma sulla delicata questione che riguarda da vicino tutta l’Italia e il mondo intero: la discriminazione razziale che colpisce ogni giorno individui nati per essere liberi, con uguali diritti alla vita, alla dignità, alla giustizia!

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L’estetica dell’opera di Pellerone

L’estetica dell’opera è cruda, si avvicina molto allo stile di protesta tipico dei writer di strada, mostra braccia e gambe, realizzate in gomma siliconica e tatuate con messaggi di speranza e libertà, che emergono da un cassonetto contrassegnato come “rifiuti speciali”: quelli che nessuno vorrebbe avere sotto gli occhi, ma che vengono continuamente “rifiutati”, con diversi gradi di tragicità.
Pellerone mostra lo stato attuale dei fatti nei confronti dei migranti, che lasciano la propria casa mossi da necessità esistenziali, nella convinzione tristemente disattesa di poter trovare un futuro diverso.

Il percorso itinerante di Last Trip

L’opera resterà in piazza Italia fino a domenica 24 marzo 2019, poi verrà trasferita nella nota piazza dell’Arena dello Stretto, per proseguire in un percorso itinerante a sorpresa in altre sedi cittadine, nell’intento di raggiungere e scuotere il maggior numero di persone.

Ma chi è Gabriele Pellerone?

Gabriele Pellerone è nato a Reggio Calabria nel 1993 ed è considerano uno dei maggiori esponenti del tatuaggio realistico in Italia. È specializzato in ritrattistica.

Il suo obiettivo è quello d portare ogni suo tatuaggio al pari di una vera e propria opera d’arte.
Per questo, dal 2016, inizia a sperimentare diversi supporti per le sue opere artistiche, fino ad auto-produrre una particolare gomma siliconica in grado di rendere lo stesso effetto di un tatuaggio su pelle, mentre si affaccia al mondo dell’arte contemporanea approfondendone la storia, gli attori, gli spazi, i meccanismi e andando sempre un po’ più a fondo nella propria personale ricerca di un’identità artistica.

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Sono nato con una matita in pugno. Oggi disegno, dipingo, fotografo e vado alla ricerca di forme e colori.

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