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Lucca Comics and Games: il racconto e i consigli per un’esperienza meravigliosa

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Ciao! Io sono Vik, ho 12 anni e vi racconterò del mio amore per il Lucca Comics and Games visto da una quasi teenager ^_^
Perché mi piace questo evento più di altri simili che ho visto fino ad ora? Ci sono diversi motivi che mi fanno fremere un anno in attesa di poterci andare.

Prima di tutto, io amo la Toscana, mi piace girarla, ci vivrei proprio e questo sicuramente rende la mia attesa per il Lucca Comics ancora più forte. Lucca poi crea la vera magia; Lucca è racchiusa nelle sue larghe mura cinquecentesche (lo scrivo in questo modo solo perché così papà sarà orgoglioso di me!) e attraversarle mi da l’idea di entrare già in un’altra dimensione. Mi piace il fatto che si possa stare anche all’aria aperta e non solo all’interno di una fiera chiusa. Il problema è che per me ora Lucca è il Lucca Comics: una volta l’ho vista in un qualunque giorno dell’anno e ho avuto un trauma.

Infine, una delle ragioni è che è una delle passioni che i miei mi hanno trasmesso, è il nostro appuntamento in famiglia. Ora con una piccola differenza: prima “guidavano” loro il tour, ora “guido” io 😉

Alcuni piccoli consigli prima di partire per il Lucca Comics and Games

  • Prenota dove dormire molto tempo prima: Lucca C&G non è un evento a cui puoi decidere di partecipare all’ultimo momento se vuoi dormire lì vicino ed entrare nei padiglioni. In alternativa, cerca un posto più lontano, ad esempio a Viareggio.
  • Muoviti con i mezzi! C’è questa app molto utile per capire gli orari degli autobus.
  • Sul sito ufficiale www.luccacomicsandgames.com troverete tantissimi consigli utili, tra cui quello di non mettere la maschera prima dei controlli fuori dalle mura, ach! – e per farti un programma su cosa fare e vedere in quei giorni.

Lucca Comics and Games 2018: le 8 cose che ho amato di più

Pronti a scoprire quali sono le 8 cose che ho amato di più del mio Lucca Comics and Games 2018? Partiamo!

1. Il mio cosplay

Come molti cosplayer sanno, preparare i cosplay non è per niente semplice; per questo, quando lo si finisce, si mette nonostante sia la cosa più scomoda del mondo.

Io quest’anno ho fatto Ken Kaneki di Tokyo Ghoul, non starò a raccontare la trama dell’anime (anime=animazioni nipponiche o più comunemente “cartoni animati”. Otaku che leggerete questo blog per favore non mi vogliate male!) ma in particolare il cosplay è composto da una maschera di pelle con una cerniera, una benda sull’occhio sempre in pelle e una parrucca bianca con i capelli corti.

Io ho i capelli lunghi quindi la prima cosa scomoda era appunto indossare la parrucca; poi la benda e la maschera non mi facevano respirare e vedere bene, quindi in generale la faccia era la parte più scomoda di tutto il cosplay, mentre il vestito era praticamente una tuta. Diciamo che per via della mia “cecità” per colpa della benda, sono inciampata più e più volte su qualunque cosa giacesse a terra (e sono sbattuta addosso anche a qualche cosplayer).

Ma la maschera non era da meno: per bere dovevo usare la cannuccia! Potete immaginare un colpo di tosse dentro quella maschera mentre si sta bevendo della Coca-Cola? Mi sono immagina una vignetta di Ratman quando Spider-man si vomita nella maschera dopo aver visto il cartone di Ratty (n°65 di Rat-Man)!
Oltre alle mie disavventure con il cosplay ci sono ovviamente i lati belli, per esempio una delle cose più belle era cercare i personaggi del mio stesso cosplay e improvvisare le scene dell’anime, e in generale fare la scema con gli altri cosplayer!

Il giorno seguente il mio cosplay…ha deciso di morire.

Si è rotta una parte che era riparabile con della colla, ma per tanti motivi ho preferito non metterlo (anche perché l’idea di passare un altro giorno con la parrucca mi faceva venir voglia di tagliare i capelli a zero) e quindi ho messo un vestitino che avevo portato in caso di emergenza, la benda, due orecchini finti che ho usato come piercing e un bellissimo cartello con scritto sopra “free hugs” (dopo vi racconterò della mia esperienza da free hugger 😉

Un consiglio da “cosplayer” a “cosplayer”?

Se è la prima volta che andate al Lucca Comics in cosplay (e non siete tanto esperti) non vi aspettiate di essere i più belli, perché lì c’è gente che fa cose incredibili. Lo so bene perché il primo anno che sono andata avevo 8 anni e non avevo capito cos’era esattamente un cosplay, pensavo che fosse come un costume di carnevale. Già, ero una bambina molto stupida! -__-‘

Quindi mi vestii da Wendy di Peter Pan e ci assomigliavo, ma allora non sapevo una cosa importante: che se sei un bel cosplayer ti chiedono di poterti fare UNA FOTO! Anch’io volevo assolutamente LA FOTO, avrei voluto avere il costume super che avevano gli altri, vedevo personaggi che ERANO davvero i personaggi, ma io, pur sentendomi molto Wendy, ai più sembravo solo una piccola con la camicia da notte.

E quindi 2 anni dopo progettai un cosplay perfetto (si, me ne vanto tanto, u.u): ero un elfo silvano del Signore degli Anelli, praticamente Legolas. Tantissime persone mi hanno chiesto di fare una foto con loro o di mettermi in posa elfica ed ero assolutamente la bambina più felice al mondo!
Ce l’avevo fatta, ero diventata anche io il personaggio che volevo rappresentare, tanto che il giorno dopo ero entrata talmente nella parte che camminavo come un elfo dovrebbe fare. Ero talmente nella parte, che avevo le punte delle orecchie in lattice applicate con collante speciale perché non volevo che sembrassero finte e toglierle è stato l’inferno sceso in terra visto che la colla mi ha fatto una ceretta completa a tutti e due i padiglioni auricolari.

Anche quest’anno il mio cosplay ha avuto un successo incredibile (mi vanto tanto qui sotto ), ovviamente non faccio tutti i cosplay da sola ma ho la fortuna di avere una nonna molto brava nella sartoria e una mamma truccatrice che mi aiuta a mettere insieme i pezzi e ad ideare il costume.

Consigli per un cosplay perfetto

  • Ci sono idee geniali realizzabili con poco oppure idee super accurate. Se il tuo non è tanto originale, curalo il più possibile e personalizzalo. Sarà più divertente!
  • Mi verrebbe da dire: scegli un cosplay con scarpe comode, che ti permetta di camminare, che non sia scomodo…ma che gusto ci sarebbe?

2. Fraffrog e le lacrime

Francesca Presentini, o più conosciuta come “Fraffrog”, è una yuotuber/fumettista/genia che amo e che finalmente ho incontrato a Lucca Comics… e ho pianto come se non ci fosse un domani!

Come si può vedere nella foto non ho più la maschera e la benda, le ho tolte per tre motivi:
1. era scesa la sera ed era quasi buio; e già ero quasi morta inciampando su tutto, volevo evitare di distruggere qualunque cosa;
2. stavo piangendo di gioia già in fila e la maschera mi impediva di asciugarmi gli occhi.
3. c’era l’obbligo di farlo ‘-__-

Appena l’ho vista il mio cervello ha smesso di funzionare e i neuroni credo siano andati nelle lacrime perché dopo averla incontrata dicevo parole senza senso, mi è uscito solo uno stentato “è tanto che volevo incontrarti” che nemmeno so se lo abbia capito.

Ma perché ho pianto? Bé potrà sembrare una reazione esagerata ma quando l’ho vista pensavo a quante volte vedendo un video ho riso, magari sotto le coperte quando già mi sarei dovuta addormentare da un pezzo (mamma, non leggere -_-) oppure pensavo a quanto fosse brava e le facevo i complimenti mentre la guardavo anche se lei non poteva sentirmi…e poi ho anche pensato a io che mi vantavo con le amiche e loro che rosicavano! 😀

Comunque, Fraffrog è il mio idolo e la stimo troppo. Lasciatemi commuovere in pace.

Consigli per emozionarti al Lucca Comics and Games

  • Cerca bene le informazioni su come vengono gestite le file delle aree firma copie. Per esempio, chiedi se occorre prendere un biglietto e dove.
  • Controlla orari e padiglioni, scegli le attività facendoti un programma di eventi nella stessa zona, altrimenti sarà impossibile arrivare per tempo! In giro è pieno di mappe cartacee, quasi in ogni padiglione.
  • Chiedi se ti devi togliere la maschera, così lo potrai fare per tempo ‘-_-

3. Zerocalcare e i plumcake

Zerocalcare è un fumettista con una grande fama, molto attuale, i suoi fumetti sono comici ma molto profondi.
Occorre fare una piccola premessa: la libreria di casa mia è molto ricca, tanti libri e fumetti ovunque; tra questi ci sono gli accessibili e gli inaccessibili, ovvero quelli che posso già leggere e quelli per cui i miei genitori dicono “no, questo no, ora non lo capiresti, non è adatto, aspetta il momento giusto, tanto è lì che ti aspetta”.

Lui è stato uno dei miei inaccessibili fino ad un certo punto. Mi ricordo qualche anno quando mia mamma mi ha fatto fare la dedica e Zero era sconcertato nel vedere me così piccola, non sapeva che avrei letto “Dimentica il mio nome” qualche anno dopo perché “no, questo no, ora non lo capiresti, non è adatto, aspetta il momento giusto, tanto è lì che ti aspetta”. E così è stato.

Fremevo un po’ e mamma mi concesse l’Elenco telefonico degli accolli, dove capii che il demone procrastinatore è proprio il mio demone 😀
Poi arrivarono gli altri. E infine Kobane Calling. Ho detto a Zero che quello era il mio preferito. Lui si è stupito, mi ha detto che non lo avrebbe detto data l’età. Ma gli abbiamo risposto che grazie a lui abbiamo affrontato un tema per me davvero troppo difficile, perchè sentir parlare di Isis, attentati e guerra per quelli della mia età non è semplicissimo. Grazie a lui mi sono chiarita tante cose. Lui ha detto “Questo mi fa molto piacere!”, sono felice di averglielo potuto dire di persona.

Mia mamma si arrabbia quando dicono che se la tira perché “non hanno mai visto quelli con la spocchia”.
Zero anche con una fila pazzesca ha una parola per tutti, è molto disponibile e interessato a quello che dici. È talmente vero che esistono anche i plumcake e sono arrivati a mezzogiorno per lui (questo è un dettaglio solo per veri fans!).

Consigli per abbracciare i tuoi autori preferiti

  • Per gli autori tanto gettonati come lui mettiti in fila tanto tempo prima dell’inizio firme e sii paziente! A volte quando stai in fila tanto tempo puoi conoscere gente simpatica e chiacchierare, oppure fai i turni con chi è in fila con te e visita il padiglione comprando fumetti!
  • Ti suggerisco di scegliere prima le attività che richiedono di camminare molto, così quando sarai in fila riposarti non ti dispiacerà.

*Chi è Zerocalcare? Andate qui!

4. Il Maestro Enoch e Gea

gea-lucca

Come ho specificato sopra, la libreria di casa mia è fatta di cose accessibili e inaccessibili. GEA è stata una delle mie prime mete, superatolo scoglio del “no, questo no, ora non lo capiresti, ecceteraeccetera”.
Con Gea non avevo pazienza. Fissavo le copertine, ho costretto mio papà a leggerlo come favola della buona notte e lui lo ha fatto (omettendo molte parti!), poi sono cresciuta e ho insistito ancora di più e allora finalmente è arrivato il SI. “Se non capisci o hai domande chiedi!”. Tutta quella preoccupazione mi ha incuriosita di più e poi ho capito il perché. Ops. (ahahah ora dovrete leggerlo per capire che intendo!).

Quindi, arrivata in fila per il Maestro Enoch mi sono resa conto che stavo per incontrare lui. La persona che aveva inventato Gea, il baluardo teenager che mi ha tenuta incollata qualche estate fa. L’ho amato tantissimo quel personaggio, così come ho amato i suoi amici e i personaggi fantastici di quelle pagine.

Abbiamo comprato l’art portfolio, volevamo qualcosa di importante e dentro c’erano le tavole di Gea :love:
Ogni passo in fila, vederlo disegnare da lontano,  ha fatto crescere la mia emozione e il mio ricordo della meta raggiunta. Alla fine ero davanti a lui, mi ha chiesto “cosa vorresti”…”Gea”. Ha sorriso quando mi ha vista emozionata; su lui, così serio, è stato bello.
Poi mia mamma l’ha ringraziato per quel momento e so che lui ha scritto un messaggio: “Grazie a voi e date un bacio alla giovane lettrice. Spero che mantenga la passione per il fumetto.”
Certo, Maestro!

Consigli sul “cosa portare”

  • Non portare fogli bianchi, porta solo un fumetto comprato lì. Mia mamma ha scelto il suo portfolio con delle tavole stupende e la mia dedica con Gea è stata spettacolare.

*Chi è Luca Enoch? Vi consiglio di cliccare qui!
*Chi è Gea? Vi consiglio di andare qui!

5. I Cosplayer

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Qui vi regalo qualche immagine. Vi chiedo solo di ricordarvi che dietro un cosplayer c’è una persona, portate rispetto: non tocchicciate ogni cosa del costume!

6. Gli acquisti della tirchia!

Per le mie amiche sono la tirchia, perché per tenere i soldi da parte per Lucca Comics quando uscivo per divertirmi spendevo pochissimo, anche solo per un gelato prendevo quello meno costoso.

Infatti, facendo così ho messo da parte 235€ (ogni euro di mancia compleanno/Natale/Pasqua/extra), con cui ho comprato 15 manga, uno zaino spettacolare e la felpa di Attack on Titan, fumetti vari e tanti altri piccoli gadget. Quando l’ho detto alle mie amiche loro non volevano crederci, e quindi sono passata da “la tirchia” a “la spendacciona”. Oramai la mia libreria straripa di manga e fumetti e avrò da leggere per un bel po’!

Anche qui, come nei cosplay, ho avuto le mie disavventure: come si vede nella foto c’è un manga dello stesso tipo ma con la copertina diversa, Boruto; ero così presa negli acquisti che ne ho comprati due uguali -_-‘. Io non sono una di quelle persone a cui interessa avere il manga con la copertina speciale o rara (il mio livello di nerditudine è ancora a livello dilettante, lo so), dunque aspetterò qualche tempo per vendere il mio manga con la copertina variant e mettere di nuovo soldi da parte per Lucca!

Il manga che mi ha dato più soddisfazione è stato “Yona La principessa scarlatta”, un’anime che mi era piaciuto tantissimo e il manga ancora di più! Si tratta di un shojo manga, direi più un Mahō shōjo.

Consigli per gli acquisti durante il Lucca and Comics

  • Metti da parte le tue mance durante l’anno! Comprare qui ha un altro sapore.
  • Porta pazienza e fatti largo tra la folla

7. Free hugs per tutti!

Chiudere con un finto cosplay e i free hugs! I free huggers sono delle persone che vanno in giro con un cartello con scritto “free hugs” e devono abbracciare la gente che vuole essere abbracciata. Nei giorni così pazzi di Lucca l’ho sempre trovato divertente fatto da altri, quest’anno l’ho sperimentato anche io!

Devo dire che per farlo ci vuole coraggio, perché abbracciare degli sconosciuti bisogna essere naturali e scherzosi. Praticamente nessuno ha voluto abbracciarmi, forse troverò un costume più puccioso e senza benda 😀
Un signore mi ha vista e ha pure detto: ”Che è?” e in quel momento il mio “forever alone” si è ingrandito in modo cosmico ;-;.

Però, tra quei pochi che mi hanno abbracciata uno mi ha provocato un ”AWWWWW” enorme: una bambina che avrà avuto circa 8/9 anni che mi è saltata addosso per abbracciarmi, poi non riusciva a parlarmi, tutto estremamente puccioso.

Facendo la free hugger ho capito 2 cose fondamentali:
1) chiudi il cartello quando arriva un gruppo di persone che non vuoi abbracciare!
2) bisogna essere ironici e invitare le persone a farti abbracciare. Bisogna essere…come dei piccoli attori!

Ho trovato un sacco di altri miei “simili” e ovviamente ci siamo abbracciati tra di noi, era come un piccolo raduno!

Che dire, un modo divertente per concludere anche quest’anno il mio appuntamento con Lucca Comics e la sua atmosfera.

8. Un ultimo consiglio?

Prenotate una trattoria o un’osteria almeno per un pranzo o una cena. Siete in Toscana!

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Fondatrice

Sono una viaggiatrice. Sono anche una maniaca dell'organizzazione e amo fotografare porte colorate. Adoro il cibo e spesso mi diletto a cucinare con il mio Monsieur Cuisine Plus!

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