Caduta del gatto e riflesso vertebrale

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Purtroppo capita spesso che un gatto cada da altezze piuttosto considerevoli, soprattutto nella stagione calda quando le finestre sono aperte, il nostro amico a quattro zampe esce più volentieri sul terrazzo di casa o, se ne ha la possibilità, si arrampica sugli alberi del giardino; ma basta una zampina mal posizionata o l’irresistibile tentativo di acciuffare un uccellino o una farfalla per perdere l’equilibrio e precipitare nel vuoto.

Ma altrettanto spesso questi stessi gatti toccano il suolo rimanendo illesi o quasi, magari con qualche frattura, o solamente sotto shock, ma comunque ancora vivi. Come questo è possibile?

Riflesso vertebrale: che cos’è

Il gatto presenta una colonna vertebrale molto flessibile che gli permette di compiere delle torsioni coordinale durante la caduta, ampi movimenti che coinvolgono anche testa e zampe; l’urto con il terreno viene inoltre ammortizzato dalla struttura stessa delle vertebre e da come si uniscono tra di loro. In tutto questo la coda funge da timone, comunque non indispensabile (si è infatti visto che anche i gatti che ne sono privi sono comunque in grado di svolgere tale movimento).

Ma altre caratteristiche morfologiche di questo animale gli permettono di ridurre i danni da caduta: i cuscinetti plantari morbidissimi attutiscono il colpo, ma anche le ridotte dimensioni del corpo e la leggerezza dello scheletro svolgono una funzione molto importante; il pelo folto inoltre è una sorta di freno, capace di ridurre la velocità limite che è di 100 km/h (a differenza di quella di un uomo in caduta libera che è di 210 km/h). Inoltre il gatto, una volta raddrizzato, allarga le zampe in modo da aumentare la resistenza e rallentare la caduta (adottando lo stesso principio del paracadute).

Potrebbe sembrare un paradosso, ma più le altezze sono maggiori e più il gatto ha la possibilità di salvarsi, proprio perchè ha il tempo necessario per svolgere tale acrobazia aerea; il movimento è comunque così veloce che si completa anche per altezze minime di 60-70 cm.

Il riflesso verticale inizia a comparire intorno alle 3-4 settimane di vita, per perfezionarsi intorno alle 7 settimane.

Riflesso vertebrale: non è sempre un salvavita

Il riflesso verticale aumenta la probabilità che un gatto rimanga illeso dopo una caduta dall’altro, ma non funziona nel 100% dei casi. Le lesioni che i gatti possono riportare dopo un incidente del genere possono essere compromettenti per la sua stessa sopravvivenza: può infatti riportare fratture alle ossa, rottura del palato molle, ernia diaframmatica, rottura di alcuni organi interni come la vescica… La situazione deve essere quindi valutata scrupolosamente caso per caso.

La prima cosa da fare quando un gatto cade da piani alti è portarlo dal veterinario, anche se a prima vista sembra tutto a posto: verrà effettuata una visita accurata, una lastra totalbody per escludere lesioni interne, eventualmente una lastra settoriale (se ad esempio si sospettano fratture agli arti) o un’ecografia per controllare ad esempio gli organi interni.
É importante tenere il gatto sotto osservazione per almeno le prime 24 ore dall’incidente, magari mediante ospedalizzazione: a parte le lesioni che possono essere più o meno gravi, si tratta comunque di un animale sotto shock (capita spesso infatti che, dopo la caduta ed ovviamente se è in grado di muoversi, il gatto si nasconda in qualche angolo del giardino o della strada a causa dello spavento, rendendosi introvabile anche dagli stessi proprietari).

La degenza può essere più o meno lunga a seconda delle lesioni riportate dal gatto, alcune delle quali possono richiedere anche un intervento chirurgico.

Caduta di un gatto: meglio prevenire

Seppur molti gatti ne escano miracolati, è sempre meglio agire d’anticipo, prevenendo: è quindi consigliabile mettere in sicurezza balconi, finestre, davanzali, ed anche se doveste sorprendere il vostro gatto camminare in zone a rischio, evitate di urlare per richiamarlo (nonostante capisca il vostro istinto), perchè spaventandosi potrebbe perdere l’equilibrio (meglio richiamare la sua attenzione con un giochino o un boccone del suo cibo preferito).
Tenete inoltre presente che molti gatti sono recidivi, e non è comunque detto che, andata bene la prima volta, possano essere considerati immortali e quindi sottovalutare i rischi.

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Veterinaria blogger

La laurea in medicina veterinaria è stata la realizzazione del sogno di bambina. Amo la natura e tutto ciò che ci tiene a contatto con la terra e l'universo, e probabilmente questo ha alimentato il mio interesse per la medicina naturale, soprattutto per l'agopuntura in cui ho conseguito un diploma post-laurea

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