Weekend tra Langhe e Monferrato: cosa vedere e cosa fare

Weekend tra Langhe e Monferrato: cosa vedere e cosa fare

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Finalmente sono stata in Piemonte e finalmente ho visitato un territorio meraviglioso che ho sempre visto in foto e che mi ha sempre incuriosito: si tratta delle Langhe e del Monferrato. Immaginavo le Langhe e il Monferrato come una zona collinare, verdeggiante, piena di vigne e borghi arroccati, mai mi sarei aspettata tanta emozione nel vedere tutto quel paesaggio perfettamente e precisamente coltivato.

Aria pulita, cielo infinito, prati regolari, girasoli, tantissime balle di fieno sparse qua e la, alberi di nocciole, l’odore dell’uva che entra in macchina se hai il finestrino abbassato. Ecco in poche parole cosa ho trovato durante il viaggio. Ma ora vorrei raccontarvi il mio weekend tra le Langhe e il Monferrato nel dettaglio.

Consigli su come organizzare il viaggio

Non è facile districarsi sul territorio delle Langhe e del Monferrato. Capiamoci non parlo di viabilità: i paesi sono vicini e si raggiungono facilmente con la macchina (in alcuni casi anche con grandissime navette). Parlo della distinzione tra le zone che compongono l’intero territorio: sono in tutto sei e ognuna è speciale a suo modo, diversa dall’altra, con le proprie caratteristiche. Prima di partire quindi, bisogna almeno conoscere quali sono e capire cosa si desidera visitare – anche per fare una selezione! Borghi, castelli, paesaggi: ce n’è davvero per tutti i gusti.

Le sei zone che compongono le Langhe e il Monferrato sono:
1. La langa del Barolo che ruota intorno ai comuni di Barolo, Castiglione Falletto, La Morra, Monforte d’alba. Qui si produce il Barolo;
2. Grinzane Cavour;
3. Le colline del Barbaresco tra Barbaresco e Neive dove si coltiva il Nebbiolo;
4. Nizza Monferrato, borgo al centro di altri 18 comuni che compongono il territorio in cui si produce il Barbera;
5. Canelli con il suo Asti spumante;
6. Il Monferrato nei comuni di Cella Monte, Ozzano Monferrato, Sala Monferrato, Rosignano Monferrato, Ottiglio, Olivola, ecc.

Tantissime informazioni più specifiche le trovate su www.paesaggivitivinicoli.it.

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Se nei cassetti della memoria avete ancora qualche ricordo scolastico, saprete benissimo che le Langhe e il Monferrato sono state decantate da alcuni importanti scrittori italiani. Basti pensare a Cesare Pavese, che nacque a Santo Stefano Belbo, e che descrisse le vedute delle Langhe nei suoi romanzi. E che dire di Beppe Fenoglio e di Alba nel suo Il partigiano Johnny? Ad Asti si può andare sulle tracce di Vittorio Alfieri, mentre a Bra su quelle di Giovanni Arpino!

Le Langhe e il Monferrato sono colmi di castelli, tanto che si potrebbe tranquillamente organizzare un itinerario ad hoc solo per loro! Imperdibili sono quelli di Barolo e Grinzane Cavour, a cui si aggiunge quello di Govone e quello di Serralunga d’Alba, da cui si gode un panorama strepitoso.

Il mio itinerario tra Langhe e Monferrato

Ora che avete qualche informazione in più, potete decidere cosa vedere e dove fermarvi durante il vostro viaggio tra Langhe e Monferrato.
Se vi serve un pizzico di ispirazione questo qui è stato il mio itinerario con partenza il sabato mattina da Milano e rientro la domenica sera. Chilometri percorsi? 429 in tutto!

Ps. Se cliccate sulle icone ci sono le mie foto e piccole descrizioni 🙂

Weekend tra Langhe e Monferrato: il sabato

Noi siamo partiti il sabato mattina da Milano molto presto (le 7 circa), già colazionati e carichi di aspettative. In un paio d’ore siamo arrivati alla nostra prima tappa, Asti.

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Asti è una piccola città, visitabile – parlo del suo centro storico – in un paio d’ore. Una volta parcheggiata la macchina, siamo andati subito in Corso Alfieri dove abbiamo assistito all’apertura dei primi negozi. In Piazza Roma, angolo Corso Alfieri, abbiamo fotografato la Torre Comentina: questa torre risale al XIII secolo, fu della potente famiglia dei Gardino e, con i suoi 38 metri, è la seconda torre più alta di Asti.
Ad Asti c’è la casa natale del poeta Vittorio Alfieri. La trovate al civico 375 di Corso Alfieri: un bellissimo palazzo in perfetto stile barocco che include un museo dedicato al drammaturgo.

Se riuscite a capitare ad Asti a settembre, ricordate che il famoso Palio di Asti e il Festival delle Sagre, la famosa La Douja d’Or si svolgono proprio durante questo mese: entrambi richiamano migliaia di persone e sono forse tra le manifestazioni più importanti e memorabili organizzate in città.

Ho trovato molto affascinante la Collegiata di San Secondo che sorge nel luogo del martirio e della sepoltura del patrono di Asti. Si trova proprio nel cuore della città e la sua cappella, dedicata al santo, è un gioiello del barocco piemontese: affrescata nel Settecento, espone le bandiere e i Palii antichi di Asti. Prima di ripartire concedetevi un giro!

Una volta presa la macchina ci siamo spostati a Nizza Monferrato (circa 26 km da Asti). Mi sono piaciute – tantissimo – le numerose casse di vino a mo’ di porta vasi che si ritrovano lungo tutta la via principale del borgo. Stratosferica l’Enoteca Regionale, il cuore pulsante della Barbera d’Asti. Nelle cantine settecentesche di Palazzo Crova sono custodite le migliori Barbere del Piemonte e oltre 300 etichette di vini dei produttori del territorio.
A Nizza Monferrato si trova il Museo dello Zucchero “Sugar House”, dedicato alla storia dell’azienda Figli di Pinin Pero, in cui si organizzano percorsi didattici rivolti sia ai bambini che agli adulti.

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Weekend tra Langhe e Monferrato: la domenica

La notte del nostro weekend tra Langhe e Monferratoo abbiamo deciso di fermarci in un agriturismo di Cherasco. Si chiama La volpe e l’uva e ve lo raccomando, sia per l’accoglienza speciale, sia per la bellezza e la pace delle sue camere.
Un’oasi di tranquillità in cui il ritmo di vita è ancora quello scandito dal passare delle stagioni che imprimono al paesaggio un volto sempre nuovo, mutevole, vivace…” – questa è la descrizione che avevo ritrovato sul loro sito agriturismolavolpeeluva.it e che mi aveva colpito.
La volpe e l’uva è davvero il luogo perfetto per staccare la spina. Vi consiglio di fermarvi dal pomeriggio, fare una passeggiata nell’orto, tra gli alberi di noccioli, mentre lentamente si apre il paesaggio circostante, verdissimo. Merita una menzione la colazione dell’agriturismo: tutta a base di prodotti locali e dolci fatti in casa! Qui ho assaggiato per la prima volta la pasta di nocciole (così tanta che credo di averne fatta indigestione)… un gusto unico!

La domenica mattina, dopo aver riposato divinamente e riempito le nostre pance con una colazione top, abbiamo deciso di visitare Bra. Un dedalo di strade ampie, palazzi colorati e caldi, bassissimi, balconcini pieni di fiori e un caffè, il Converso, bellissimo, elegante, perfettamente proiettato nel suo arredamento classico, gli specchi opachi, l’odore del legno: queste sono le cose che più mi hanno colpito della cittadina.

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Dopo Bra è stata la volta di Barolo, La Morra e Verduno.
Barolo è un paesino speciale. Visitato da tantissimi turisti stranieri – è qui che nasce il vino piemontese più celebre di tutti, a cui ha prestato il nome – il paese è circondato (letteralmente) dai filari delle viti e nel suo castello, che domina sulla collina alta, si trova il Wimu, un museo interattivo dedicato al vino.

La Morra, distante appena 6 km da Barolo, vanta una terrazza panoramica sulle Langhe eccezionale! Ma se volete una vista ancora più “dall’alto” salite sulla Torre Campanaria (sono pochissimi scalini e l’ingresso è gratuito).

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Proseguendo per altri 3 km sulla SP68 troverete Verduno: qui sembra che il tempo si sia fermato. Tra i luoghi più belli di questo paese silenzioso e rilassante c’è la piazza Erbosa, alla quale si accede, soltanto a piedi e il Belvedere che offre lo scenario su tutte le Langhe.

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Verso l’ora di pranzo, anche per avvicinarci lentamente a Milano, ci siamo spostati a Grinzane Cavour, situato a 6 km di distanza da Alba. Grinzane è disposto su di un colle e anche lui è tutto circondato da vigneti ed è dominato dal castello medioevale, uno dei migliori esempi di architettura medioevale in Langa. Da vedere la chiesa parrocchiale, fatta erigere dal Conte Camillo Benso di Cavour, dedicata alla Madonna del Carmine.

Colti da una fame improvvisa ci siamo fermati in un piccolo bar situato proprio alle porte del borgo, dove abbiamo avuto la possibilità di assaggiare formaggi e salumi locali e un bicchiere di Barolo. Con il gusto di quel vino rosso corposo e inebriati dal sapore unico del Castelmagno abbiamo ripreso la macchina e abbiamo salutato le Langhe e il Monferrato!

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