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Marzamemi: il borgo di pescatori che non ho capito

pubblicato in: Italia, Sicilia | 0

Adoro i piccoli borghi di pescatori. Raccolti, veraci, tradizionali. Quelli dove capiti per caso e ti fermi a ammirare i vecchi pescatori intenti a sbrogliare le reti, l’odore del mare. Quando siamo stati in Sicilia e abbiamo visitato la Val di Noto, ho insistito per trascorrere uno dei nostri pomeriggi a Marzamemi, borgo di pescatori dell’estremo sud dell’isola. Una grande delusione… e vi spiego subito perché!

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Il borgo antico di Marzamemi? Solo locali, negozi e ristoranti alla moda

Pensate che la costruzione del borgo di Marzamemi risale al lontanissimo 1752, quando furono costruiti il Palazzo del principe di Villadorata e la Chiesa della Tonnara intorno al vecchio nucleo cittadino, la famosa Tonnara. Da quella data Marzamemi risplende di luce propria e diventa un importante centro commerciale di passaggio, merito del due piccoli porti naturali – Fossa e Balata – che si possono vedere ancora oggi.

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Di questo fascino antico oggi rimane poco o niente. Arrivando nel borgo si estende una vasta area pedonale fatta di boutique e ristoranti che definire “in” sarebbe dispregiativo. Ho trovato l’accumulo di locali e negozi molto colorato e verniciato, con sedie nuove, tovaglie bianche, vetrine chic, porte raffinate, strade ordinate. Tutto molto poco siciliano insomma.

Le case dei pescatori sono disabitate

Dei pescatori a Marzamemi neanche l’ombra – o almeno per noi è stato così! Piazza Regina Margherita è una delle piazze più carine di Marzamemi ed è costituita dalle tradizionali casetta abitate dai marinari. In verità – per il cattivo stato in cui vertono – le case dei pescatori sono completamente vuote!

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A ogni modo tra le case caratteristiche della piazza ce n’è una che merita menzione ed è la Casa del forno, chiamata così perché all’interno ha un grande forno in muratura. Probabilmente in antichità era la panetteria del paese.

Comprare il tonno rosso a Marzamemi è solo per coraggiosi

La prima cosa che ho pensato arrivata a Marzamemi è stata quella di entrare da Campisi e prendere qualche gustoso souvenir per casa, se non il tonno rosso (super raffinato) qualche altra prelibatezza. Peccato che i prezzi siano al di fuori delle righe, adatti solo alle tasche degli stranieri. Non abbiamo neanche avuto la possibilità di assaggiare uno stuzzichino!

Tanta rovina vs “tanto turistico”

Nel complesso ho trovato Marzamemi un borgo in cui il troppo turistico convive alla perfezione con la rovina del borgo. Delle casette dei pescatori ho già parlato, ma altre rovine si ritrovano nella Chiesa Vecchia.

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La piazza principale di Marzamemi, piazza Regina Margherita, presenta diverse chiese dedicate al protettore del borgo, la Chiesa Nuova e la Chiesa Vecchia. La prima è in pietra bianca, la seconda in pietra arenaria. Purtroppo della chiesa Vecchia si può vedere ben poco: manca tutta la copertura, andata distrutta chissà quando, e l’altare maggiore. Un vero peccato!

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Di contro i menu dei ristoranti, scritti alla perfezione sulle lavagne come moda vuole, presentano scelte da far gola a uno chef stellato. Perché?

Per concludere

Marzamemi non è un borgo brutto. Ma il suo essere troppo turistico lo allontana dalla bellezza siciliana.

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Viaggiatrice maniacale che ama fotografare porte

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