Post-partum della gatta: dalla nascita dei piccoli allo svezzamento

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Oltre a conoscere come affrontare nel miglior modo possibile la gravidanza ed il parto, è importante affrontare anche il post-partum della gatta per sapere quali sono le esigenze di una neo mamma e dei suoi piccoli.

Post-partum della gatta: prime fasi

Fin subito dopo la nascita, mamma gatta comincia a prendersi cura dei suoi micini: questi ultimi vengono liberati dal sacco amniotico che li riveste, il cordone ombelicale viene reciso, vengono leccati in modo da essere sia ripuliti che scaldati. Queste prime cure materne sono molto importanti anche per instaurare quel primo ed intimo legame mamma-figlio. Molto raramente la gatta rifiuta i propri cuccioli, ma è un’eventualità che non bisogna escludere, soprattutto per le primipare che potrebbero non avere ancora sviluppato un buon istinto materno.

Alimentazione dei cuccioli: dalla nascita allo svezzamento

Il primo “latte” che viene prodotto da quasiasi mammifero che ha appena partorito (animale o umano) è chiamato “colostro“: è particolarmente ricco di anticorpi, quindi è importante che venga assunto dai nuovi nati entro qualche ora; il colostro ha infatti la funzione di proteggerli da eventuali infezioni durante le prime settimane di vita.

I gattini devono venire nutriti esclusivamente dalla loro mamma per almeno 4 settimane, a meno che non subentrino problemi particolari che lo impediscono; successivamente è possibile cominciare lo svezzamento, gradualmente, in modo che i piccoli si abituino al cibo solido poco alla volta.
All’inizio è possibile stimolare la loro curiosità miscelando un po’ di alimento specifico per gattini in accrescimento (quindi molto nutriente) con dell’acqua e poi spalmarne una puntina sul musino, che si leccheranno sicuramente; bisogna fare molta attenzione a non sporcare il naso, per evitare che il cibo venga inalato. Questa sorta di omogeneizzato può essere messo su un piattino (al momento è meglio evitare le ciotole) in modo da essere facilmente accessibile ai piccoli.
La diluizione con l’acqua dovrà essere via via diminuita in modo che, nel giro di 3-4 settimane, i gattini siano completamente svezzati.

I cuccioli scoprono il mondo

Appena nati e nei primi giorni di vita i piccoli sono primi di alcuni riflessi (ne parleremo più avanti) oltre che di alcuni sensi (gli occhi vengono aperti solo dopo 10-15 giorni dalla nascita).

Intorno alle 4 settimane i gattini cominceranno a muoversi di più, curiosi di perlustrare l’ambiente che li circonda: bisogna fare molta attenzione affinchè non incontrino pericoli, tenendoli d’occhio ma allo stesso tempo lasciandoli abbastanza liberi di fare le loro prime esperienze: come infatti abbiamo ribadito più volte, è importante che entro i primi 3 mesi di vita i cuccioli (sia di gatto ma anche di cane) vengano sottoposti al maggior numero di stimoli, conoscano il maggior numero di cose/persone/animali/rumori affinchè questi non diventino oggetto di paure da adulti. (per saperne di più: La paura affligge anche i nostri animali).

Consigli per un post-partum della gatta senza stress

Durante i primi giorni è importante lasciare tranquilla mamma gatta con i suoi cuccioli, mettendole a disposizione la cesta o scatola usata durante il parto ripulita dagli asciugamani sporchi, la lettiera posizionata poco distante, la ciotola dell’acqua, ma soprattutto cibo nutriente per evitare carenze sia per lei che per i suoi piccoli (l’apporto energetico durante la lattazione deve essere 3 volte quello della fase di mantenimento).

Se la qualità del latte è scarsa si sentiranno i gattini miagolare, lamentarsi, e cresceranno in modo insufficiente; in tal caso è necessario rivolgersi subito al proprio veterinario.

Alla fine di ogni poppata mamma gatta lecca la zona perianale dei cuccioli in modo da stimolare i riflessi della minzione e della defecazione, meccanismi fisiologici che diventano spontanei solo dopo qualche settimana di vita. 
I gattini non vanno maneggiati se non quando strettamente necessario (ad esempio se la gatta non se ne prende cura, ma anche in tale situazione bisogna conoscere bene come intervenire per non mettere a rischio la sopravvivenza dei piccoli).

Bisogna evitare alla neo-mamma stress inutili che potrebbero renderla anche particolarmente aggressiva; questo potrebbe ad esempio verificarsi se dovesse avvertire la nostra vicinanza come un pericolo (o quella di bambini o di un qualsiasi altro animale presente in casa), ed in tal caso potrebbe decidere di cercare un nuovo angolo più tranquillo della casa.

É inoltre fortemente importante che i piccoli rimangano con la mamma per almeno due mesi dopo il parto (meglio tre), non solo per garantire loro un adeguato sviluppo fisico, ma anche comportamentale: ormai è noto che allontanando troppo precocemente i piccoli dalla madre, la possibilità che essi siano più difficilmente gestibili e aggressivi è maggiore. 
É comunque necessario fin da subito cercare una nuova sistemazione per i nuovi nati, assicurandosi di affidarli a persone responsabili e amanti degli animali.

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Veterinaria blogger

La laurea in medicina veterinaria è stata la realizzazione del sogno di bambina. Amo la natura e tutto ciò che ci tiene a contatto con la terra e l'universo, e probabilmente questo ha alimentato il mio interesse per la medicina naturale, soprattutto per l'agopuntura in cui ho conseguito un diploma post-laurea

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