Cosa mi ha insegnato Milano

Cosa mi ha insegnato Milano

Che Milano mi piace già lo sapete, che mi piace tanto l’ho scritto qui, ma oggi fatemi divertire un po’.
Ho voglia di raccontarvi qualche aneddoto simpatico e mostrarvi cosa mi ha insegnato Milano in questi anni.

Che la mattina c’è cappuccio e brioche, il sabato si va al super e la sera di fa l’ape

Non so perché ma a Milano il vizio di accorciare le parole si fa fortemente sentire. Non credo sia paura di perder tempo: perché allora allungare i nomi di persona femminili con un inspiegabile e sbagliatissimo articolo davanti? Sulla scia di accorciamenti vari e presunti la mattina ordino un cappuccio, mentre la sera organizzo un ape nella Milano da bere con i colleghi.

Milano mi ha insegnato nuovi vocaboli. Ho imparato (a mie spese, storie di vita vissuta!) che se all’Esselunga ordini un paio di pizzette non ti capiscono, anzi, ti guardano con una smorfia e quasi inorriditi ti chiedono di ripetere la parola sacrilega che hai appena pronunciato. Ah! Volevi dire focaccine – esclama la commessa. Sciocca di una non-autoctona – suggerisce il sopracciglio alzato!

Così sullo stesso principio, ad accompagnare il cappuccio c’è la brioche e non più il cornetto, la sera invece di infornare una spigola preparo un branzino, quando la mattina non ho voglia di alzarmi sono in sbatti, e al lavoro mi porto sempre una schiscetta, mica il pranzo.

Ma il termine che più mi fa sorridere è un’espressione che alle fanciulle non si addice troppo. Parlo dello sti cazzi quel modo di dire che a Roma fa rima con non me ne importa proprio niente, mentre a Milano è tutto il contrario e cela un senso di compiacimento misto a adulazione che non riesce a entrarmi proprio in testa.

Tornando al discorso dell’articolo davanti ai nomi a quello ancora non mi sono abituata. Il tempo di chiamare Lasimo, Lamarghe, Laste come se fossero nomi veri e proprio è ancora lontano.

Che le mezze stagioni non esistono davvero

Chi ha inventato il detto Ormai non esistono più le mezze stagioni doveva aver vissuto a Milano.
Negli armadi dei milanesi non trovano spazio ne giacchetti di pelle ne trench fashion da indossare ai primi freddi/caldi. Purtroppo a Milano le stagioni più forti – inverno e estate – hanno fatto fuori quelle più piacevoli e aggraziate – primavera e autunno – e il momento di perplessità che attraversano i miei amici romani – quando cammini per strada con i sandali indossando il piumino sulle spalle ad esempio – non esiste. Qua il bicchiere non è mai mezzo pieno o mezzo vuoto (tanto per tornare ai detti popolari) e quando arriva l’estate o l’inverno nessuno ti avverte: un giorno ti svegli con la speranza di riuscire a indossare il copri-spalle (sempre fashion ovviamente) appena acquistato su Zalando ma non puoi perché alle 7 del mattino ci sono già 36°; un altro esci da teatro con l’idea di tornare a casa in bicicletta ma una temperatura di 8° ti blocca.

Il super? L’Esselunga!

L’esclusione imprevista dalla routine milanese è finita quando ho abbandonato il Carrefour sotto casa e ho iniziato a frequentare l’Esselunga, entrando magicamente nel circuito delle chiacchiere da bar sui suoi prodotti in offerta.
Nel primo sottotitolo del post ho sbagliato: ho scritto super ma volevo dire Esselunga.
A Milano l’Esselunga è un’istituzione, mentre a Roma nemmeno esiste. I milanesi sono gelosi della loro Esselunga, la considerano una zia affidabile e sempre aggiornata. Ogni due settimane, di giovedì, si consultano i nuovi volantini con gli sconti e si sceglie cosa comprare il fine settimana. Non si entra mai all’Esselunga senza carta e i prodotti non si portano alla cassa ma si badgiano con lo strumento apposito.
L’Esselunga può rientrare nei discorsi con gli amici, con i vicini e gli sconosciuti quindi non puoi farti trovare impreparato.

Che quel treno che passa dopo 2 minuti dall’orario previsto è in ritardo

Questa mi fa proprio ridere. Prendo il treno tutti i giorni per raggiungere il lavoro e tornare a casa. La maggior parte delle volte il treno arriva in orario, a volte dopo un paio di minuti, raramente dopo 10.
Ma gli orologi dei milanesi sono impazienti e se allo scoccare dell’orario prestabilito il trenord di turno non si manifesta è già da castigare. Forse perché nessun milanese è mai incappato sulla tratta Termini-Nettuno…

Che un tocco fashion al tuo look devi metterlo sempre

Anche quando vai all’Esselunga. Io sono abituata a trascorrere i sabati e le domeniche in tuta ma se capito all’Esselunga con il mio pantalone adidas di turno e un accostamento di colori e fantasie che neanche l’ospite peggiore di Ma come ti vesti? mi sento male.
A Milano è difficile incontrare donne e uomini che non introducano – casualmente o meno – un tocco fashion al loro look: che sia un capello perfettamente legato o il laccio delle scarpe del colore della stagione. Certo un pizzico di invidia da parte mia forse c’è, ma non vi sembra un po’ esagerato? Come fate a indossare tacchi alti in bicicletta e avere la sciarpa perfettamente svolazzante, perfino nella giusta direzione del vento, quando pedalate?
Per non parlare di quando arriva la Fashion Week: in quelle giornate bisogna barricarsi in casa.

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