Visitare Madrid in un giorno

Visitare Madrid in un giorno: tutta la città a piedi in 24 ore

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Il mio amico Fabrizio è riuscito a visitare Madrid in un giorno e vuole condividere con tutti voi la sua fantastica esperienza! Leggete subito come visitare la città a piedi in sole 24 ore, passo dopo passo.

Non si tratta della solita selezione di 4-5 cose da fare: 24 ore bastano e avanzano per vedere tutte le principali attrazioni di Madrid, pranzare nei tipici mercati coperti e visitare con calma i musei più famosi. Ma attenzione: qui non si passeggia, si cammina forte.

Nel gennaio 2017 mi trovavo già a Madrid per un impegno di lavoro e ne ho approfittato per aggiungere un pernottamento e visitare la città (ma fa lo stesso se atterrate al Madrid-Barajas alle 13:30 con il volo delle 11:05 da Orio al Serio; in questo caso avrete addirittura del tempo extra da dedicare allo shopping, alle tapas o a fare il check-in nel vostro alloggio). Ecco il mio itinerario.

Visitare Madrid in un giorno: per iniziare

Si inizia alle 18:30 da Plaza de Espana (servita dalla metropolitana), da attraversare muovendosi verso l’esterno della città. La piazza, con i suoi grattacieli e le sue fontane, è suggestiva con il buio.

Soprattutto, ospita il monumento a Cervantes. Tempo totale dedicato alla piazza: 20 minuti, compreso il doveroso momento di venerazione dedicato a Don Chisciotte e Sancio Panza.

Abbandonata la piazza, attraverso le propaggini del Parque del Oeste in 10 minuti si raggiunge il tempio di Debod. Per chi non lo sapesse, si tratta di un tempio egizio in piena regola e anche in questo caso l’ora tarda e l’assenza di altri turisti aumentano la suggestione.

Dedicheremo tutto il tempo necessario a circumnavigare il tempio, la cui spianata offre anche una bella veduta della città bassa, del Palazzo Reale e della Cattedrale, poi, intorno alle 19:30 sarà il momento di dirigersi alla tappa successiva.

Scendendo attraverso il parco si raggiunge la Calle de Baién e si punta con decisione verso il Palazzo Reale, che si raggiunge in 15 minuti passando davanti alla sede del Senato, per chi ama questo genere di cose, e a un lacerto di mura cinquecentesche che a un milanese appaiono subito familiari… non per niente anche noi abbiamo le mura spagnole.

A quest’ora il Palazzo Reale non è più visitabile, ma l’esterno è comunque imponente. Il miglior punto di osservazione è la Plaza de la Armeria, dove Palazzo e Cattedrale si affrontano e si può anche godere in una balconata sulla città.

Sul palazzo si affacciano anche la Plaza de Ote, il Teatro Real e i Jardines de Lepanto. Entro le 20:15 bisogna, ma possibilmente anche prima, bisogna decidersi a entrare nella Cattedrale dell’Almudena (ufficialmente chiude alle 20:30, io ho però goduto di qualche minuto extra).

Usciti dalla Cattedrale, si scende lungo Calle Mayor e, mentre sulla destra incombe l’esterno del presbiterio, sulla sinistra si incontrano le mura arabe e il centro del primo nucleo di Madrid, una città – appunto – di fondazione musulmana (e questo almeno per me è stato un bel colpo di scena: la capitale dell’impero più cattolico di tutti i tempi è costruita sopra una fortezza araba, anche se non credo che questo basti per pareggiare Bisanzio-Costantinopoli-Istanbul).

Visitare Madrid in un giorno: dove fermarsi a mangiare

Si risale per Cuesta Ramon ammirando dal basso le arcate del Viaducto de Segovia. Saranno ormai le 21 passate ed è il momento di mettere qualcosa sotto i denti. Puntiamo quindi verso la Plaza Mayor, secondo i gusti scegliendo l’itinerario più diretto oppure evitando la Calle Mayor per utilizzare le viette secondarie (ma passando comunque per la Casa de Cisneros e la Plaza de la Villa).

Intorno alla bellissima Plaza Mayor si trovano locali per tutti i gusti. Il mio suggerimento è di procurarsi una cagna e un boccadillo a basso prezzo per calmare i morsi della fame e poi di raggiungere il mercato di San Miguel. Nella fenomenologia dei mercati coperti madrileni, quello stilosissimo di San Miguel cade all’interno della categoria “tapas fighette in centro”. Capite quindi la necessità di non arrivarvi troppo affamati sia per limitare i danni al portafoglio sia per poter degustare con calma le molte prelibatezze offerte dai diversi chioschi.

Ora è il momento di dirigersi verso l’alloggio, che dovrebbe essere strategicamente collocato nel barrio di Letras. In questo modo sulla via del ritorno potrete, come ho fatto io, attraversare la Puerta del Sol, fermarvi a un Museo del Jambon per un ultimo refill e vedere Plaza de Santa Ana col Teatro Espanol.

Visitare Madrid in un giorno: il Museo del Prado e nuovi itinerari

E fu sera e fu mattina.

Non c’è bisogno di svegliarsi troppo presto, l’importante è essere in cammino entro le 8:30. Si scende verso Anton Martin, qui c’è un altro mercato coperto che però rientra nella categoria “vero mercato”. Vale una visita, come anche i vicoli intorno: Calle de Santa Isabel, con il Cine Doré, e Pje. Doré. Si potrà fare colazione in quest’area (cioccolata calda e churros, ovviamente) prima di scendere lungo Calle de Atocha fino a Plaza Emperador Carlos V. Il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia è dietro l’angolo, ma non è ancora il momento. Si costeggia il Giardino Botanico percorrendo Calle Claudio Moyano, poi Calle de Alfonso XII, per raggiungere il Prado proprio in tempo per comprare il biglietto d’ingresso e attendere tra i primi l’apertura delle 10:00.

Al Museo Nacional del Prado, un concentrato di capolavori da togliere il fiato, ho dedicato una visita di tre ore, se però la pittura medioevale e moderna non fanno per voi, lungo il Paseo del Prado troverete un’ampia offerta alternativa fatta di musei e mostre temporanee.

Di nuovo in strada intorno alle 13 si risale il Paseo del Prado, con la fontana di Nettuno, fino alla Plaza Cibeles con la fontana e i palazzi, poi di nuovo sul Paseo de Recolectos fino a Plaza de Colon, dove un suggestivo monumento ricorda – nel caso lo avessimo dimenticato – che cosa la Spagna ha dato al mondo. Il tutto in mezz’ora o poco più.

Risalendo Calle de Goya, in 10 minuti si raggiunge la neogotica basilica di Nostra Signora della Concezione. Si ritorna sui propri passi e spinti dai primi morsi della fame si raggiunge, proprio nei pressi della Plaza de Colon, la Platea. Si tratta di un’altra interpretazione del concetto di mercato coperto: si potrebbe pensare a Eataly (specialmente al negozio di Milano nell’ex Smeraldo), ma senza retropensieri da “fa la cosa giusta”. Musica dal vivo, tapas, ristoranti… tutto molto divertente. Occorre non saziarsi del tutto, però, perché ora l’obiettivo è proprio completare il quadro dei mercati coperti della città e quello di San Ildefonso non è lontano: si raggiunge in un quarto d’ora e offre una sintesi di quelli visitati in precedenza: trendy e autentico, mercato e luogo di aggregazione, vale la visita e almeno una birra sulla terrazza.

All’incirca alle 15 occorre rimettersi in marcia. Si scende fino a incrociare la Gran Via (la Broadway spagnola, oltre che tempio dello shopping). Molti gli scorci fotogenici e gli edifici interessanti, a partire dall’iconico Metropolis.

Seguendo la Gran Via verso est si incrocia di nuovo il Paseo de Recolectos e attraversatolo, si supera anche la Puerta de Alcalà per addentrarsi nel Parco del Buen Retiro. Il parco va attraversato con calma, gustandoselo tutto. All’Estanque Grande non ci sarà tempo per un giro in barca sotto al monumento intitolato ad Alfonso XII, ma il Palacio de Cristal sarà impossibile da ignorare.

L’obiettivo è evitare di farsi ammaliare troppo e di raggiungere l’altra estremità del parco, oltre la Fontana dell’Angelo Caduto, entro le 16.

A questo punto siamo alla stretta finale. Si torna verso Atocha e in 10 minuti si raggiunge il  Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía. Questa è l’ora giusta, perché la visita al museo di arte contemporanea va affrontata con passo necessariamente spedito (a disposizione un’ora abbondante), ma non può tralasciare due cose: Guernica (sì, proprio quella) e il tramonto su Madrid dalla terrazza del museo.

Usciti dal museo, c’è ancora il tempo per una caña e un bocadillo de calamares da El Brillante e poi è davvero finita, bisogna dare l’addio alla capitale iberica, infilarsi nella metropolitana e raggiungere l’aeroporto in tempo per il volo delle 21.

Se mi avete seguito fin qui, complimenti!

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Fondatrice

Sono una viaggiatrice. Sono anche una maniaca dell'organizzazione e amo fotografare porte colorate. Adoro il cibo e spesso mi diletto a cucinare con il mio Monsieur Cuisine Plus!

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