Modena: cosa fare in un giorno

Modena: cosa fare in un giorno

Dista appena 50 km da Bologna, proprio nel cuore della Pianura Padana. Qui nascono le più invidiate auto del mondo, mentre le sue bellezze architettoniche sono infinite. E cosa dire dell’offerta culinaria? La mia prossima fermata è Modena e vi dico cosa fare #inungiorno in questa preziosa cittadina!

 Ammirare il complesso del Duomo di Modena

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Ormai sono quasi 20 anni che la Cattedrale, la Torre Civica e piazza Grande sono stati dichiarati patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Nella lista delle cose da fare a Modena #inungiorno non poteva mancare una passeggiata alla scoperta del complesso del Duomo.

Il sito monumentale è opera di due artisti d’eccezione, l’architetto Lanfranco e lo scultore Willigelmo. Il Duomo fu uno dei principali luoghi di formazione di un nuovo linguaggio figurativo, destinato a svilupparsi in tutta la Pianura Padana e oggi viene studiato a scuola come all’università come perfetto esempio di architettura romanica.

Guido Piovene nel suo Viaggio in Italia lo descrive così:

“Il più bel duomo dell’Emilia ed il più famoso libro miniato d’Italia si trovano a Modena. Il duomo di Modena è un’antologia e una miniera della scultura romanica…”

Il luogo su cui sorge la cattedrale e la bellissima Torre Civica Ghirlangina – secondo i modenesi il campanile più bello del mondo – è piazza Grande, fulcro della città, che nel corso del tempo ha visto tanti avvenimenti scorrere davanti ai suoi occhi, come la sepoltura del patrono San Geminiano nel 397 fino all’allestimento del mercato che dai primi del 1900 ad oggi anima la piazza e la rende meta di tutti coloro che visitano Modena.

Se la vostra gita a Modena si svolgerà nel primo fine settimana del mese troverete, proprio in piazza Grande, un bellissimo mercatino d’antiquariato.

Alle spalle del Duomo girando l’angolo del Palazzo Comunale e svoltando su via Castellaro troverete la statua della Bonissima, simbolo indiscusso della città, una donna vestita semplicemente con una lunga treccia di capelli sulla spalla, legata a tante leggende locali.

Entrare nel museo casa Enzo Ferrari

Per scoprire qualcosa in più su uno degli uomini più importanti e famosi della storia italiana, dirigetevi nel Museo Casa Enzo Ferrari in via Paolo Ferrari 85. Proprio nell’edificio, dove oggi è allestito un percorso emozionante e multimediale che racconta la vita e l’attività del costruttore, nacque a fine 800 Enzo.

Raggiungere il museo è molto semplice: basta lasciarsi alle spalle la stazione e girare a sinistra. Posso assicurare che anche le persone più lontane dal genere, come me, ameranno il tour e si ritroveranno inaspettatamente in un vero e proprio santuario dell’automobilismo. D’altra parte Modena è la terra dei motori!

Un consiglio: gli appassionati possono consultare, prima di andare, il calendario degli eventi e delle mostre in programma. Non se ne pentiranno!

Provare la cucina Più tradizionale

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Iniziamo da un argomento che, nel bene e nel male, interessa tutti: la cucina. Un viaggio a Modena include, nella lista delle cose da fare, quella di provare la sua cucina.

Cosa propone la gastronomia modenese? Bè, c’è solo l’imbarazzo della scelta… Dallo gnocco fritto fino alla tigella, passando per l’aceto balsamico, il prosciutto e i tortellini, Modena si presenta come una destinazione di viaggio consigliata soprattutto ai più golosi.

Chiaramente con il tortellino si entra nella storia della cucina locale: oggetto di sfida con la vicina Bologna, il tortellino modenese è composto da parmigiano, carne di vitello, maiale e salsiccia, prosciutto e mortadella e si gusta con il brodo. Come alternativa ci sono i tortelloni di ricotta, più grandi e più asciutti, ma gustosissimi per il palato, ottimi anche nelle varianti di zucca o patate. Sarebbe un vero peccato concedersi un giorno a Modena senza il piacere di assaggiarli.

Se il vostro tour della città è più veloce e non potete rilassarvi in trattoria, dedicatevi all’assaggio dello gnocco fritto e delle tigelle. Preparato con pasta di pane e buttato in una padella colma d’olio, lo gnocco socializza con tutti, dai salumi al formaggio, arrivando alla nutella, ma lo stesso vale per la tigella e il suo impasto a base di farina, acqua, grano tenero e lievito di birra.

Un goccio di Lambrusco (ne esistono quattro tipi, a voi la scelta) per digerire e poi si ricomincia con il bensone all’emiliana, una sorta di pane dolce cotto al forno da tagliare a fette e da inzuppare (se ne è rimasto!) nel vino doc.

Ps. La mia trattoria preferita di Modena si chiama Enzo e si trova in una zona centrale, proprio alle spalle di piazza Grande, in via Coltellini 17. I primi piatti sono ottimi, per non parlare del servizio gentile e cordiale. Mi sono innamorata di questo ristorante al primo colpo: mi è stato consigliato da un passante locale e all’ingresso sono stata accolta dal dolce sorriso della cuoca che aveva letteralmente le mani in pasta, circondata da tagliatelle e tortellini. Lo consiglio a tutti!

Fotografare le case più antiche di modena

Le case più antiche di Modena si trovano lungo corso Canalchiaro, una strada che deve il suo nome alle acque pulite che un tempo si trovavano sul tracciato.

Per non perdersene nemmeno una basta partire dal Palazzo dell’Arcivescovado per ammirare logge dipinte a mano, cancelli sfarzosi e palazzi di un’altra età. Un esempio tra tutti: al numero 62 c’è Palazzo Levizzani, dove abitò per un po’ anche Luciano Pavarotti.

Perdersi nel Mercato Coperto Albinelli

modena-vieSono un’amante dei mercati, c’è poco da fare. Ogni volta che visito una nuova città devo dirigermi nel mercato locale: è lì che si scopre, a mio avviso, la vera anima del posto, con le vecchiette che fanno la spesa, le mamme che urlano ai bambini, i prodotti sul banco, gli odori della carne e del pesce fresco.

A Modena ho trovato il mercato coperto Albinelli, molto interessante a livello strutturale, tutto in stile libery, costruito negli anni 20 sul modello dei mercati francesi. La folla, soprattutto se capitate in città di sabato, è tanta ma la meraviglia di entrare in questo mercato ancora di più: belle le insegne, maestosi i banchi in muratura, per non parlare della sfilza di prelibatezze.

Ricordate che si può entrare fino alle due del pomeriggio direttamente da via Albinelli e da via Montadora.

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