La mia vita senza smartphone (momentanea): cosa ho imparato

La mia vita senza smartphone (momentanea): cosa ho imparato

postato in: Raccontandomi qui, Rubriche | 0

Questo non vuole essere un pensiero-ramanzina. Di quelli che – Smettetela di guardare il vostro smartphone e guardate la persona che avete vicino! No… Io sono la prima ad avere sempre lo smartphone a portata di mano. Lavoro con l’internet e in più sono una grande curiosa. Lo smartphone lo uso sempre: quando sono in giro per fotografare porte, quando viaggio per condividere, quando sono a casa per capire cosa mi propone la tv per la serata, quando faccio la doccia per ascoltare la musica…

Fino a quando l’altro giorno il mio smartphone mi ha abbandonata senza preavviso, come quando in quelle relazioni senza futuro uno dice all’altro Ti lascio perché sei troppo per me!

Sto vivendo senza smartphone da qualche giorno e la mia vita può essere riassunta così, in 4 cose che ho ricominciato e smesso di fare.

1. Fantasticare sulle vite delle persone in metropolitana

Era da tempo che non lo facevo. Ho preso la metro e per 11 fermate di fila non potevo tirare fuori dalla tasca il mio smartphone. Ho ricominciato a guardarmi intorno, ad accorgermi dei visi tristi e allegri delle persone che erano in viaggio con me, a pensare Chissà dove vanno, Cosa prepareranno per cena?

Mi sono resa conto che il tempo è volato senza che me ne accorgessi.

2. Chiamare da una cabina telefonica

Le ultime cabine telefoniche che ricordo – e che ho usato – erano posizionate di fronte alla vecchia Upim sotto casa. Spesso, durante il periodo delle scuole medie, con le amiche le usavamo per chiamare qualcuno che ci piaceva in forma anonima e riagganciare senza dire una parola, oppure per contattare i primissimi telefoni cellulare, perché da casa costava troppo.
La vita senza smartphone mi ha regalato questa emozione che avevo dimenticato: trovare (già questa è un traguardo!) ed entrare in una cabina telefonica, inserire le monete e comporre un numero di telefono annotato su un pezzettino di carta, attendere più di 30 secondi che la linea prenda e sentire la voce dall’altra parte della cornetta.

Tra l’altro ho scoperto che dalle cabine telefoniche oggi si possono anche inviare email al costo di 0.20 centesimi. Mica male…

3. Passeggiare da sola ascoltando la città e guardando le facciate dei palazzi

Lo faccio sempre quando sono in compagnia ma mai quando sono sola. Metto le cuffiette, mi sparo Max Gazzè ad alto volume e scorro le notifiche di Facebook e Twitter. Mi perdo nei miei pensieri che senza smartphone alla mano oggi mi sembrano più noiosi.

L’altro giorno mi sono ritrovata a passeggiare per Milano da sola senza una meta precisa. Ho memorizzato strade e piazze con la consapevolezza che al ritorno non avrei avuto il navigatore. Ho ricominciato ad ascoltare i passanti e i loro discorsi, l’accento milanese-acquisito, a guardare le vetrine dei negozi, a sentire il profumo del pane che esce dai forni e invade le strade.

4. Non riuscire a fermare un passante per chiedere l’ora

Mi sono resa conto che fermare un passante per chiedere l’ora, o un’informazione sulla strada di destinazione, è diventato per me fonte di imbarazzo.
Siamo così abituati a contare sul nostro smartphone che non poterlo più avere e interrogare come un oracolo mi fa sentire inadeguata se si tratta di farmi aiutare – anche per una scemenza come l’orario – da altre persone. Che strano… Devo lavorarci su!

La mia vita senza smartphone mi ha fatto capire che a volte il nostro smartphone fa veramente parte di noi. Lo trattiamo come un braccio o una gamba, lo portiamo sempre dietro, lo accendiamo solo per visualizzare i social network. Il brutto è che lo facciamo in un modo così automatico che neanche ce ne rendiamo conto. Certe volte lo abbiamo vicino e lo sblocchiamo solo per il gusto di farlo.

Una volta ho letto che guardare il proprio smartphone contribuisce al rilascio di endorfine, una droga naturale capace di farci provare sensazioni positive e benessere in modo sano, le stesse che aumentano se ridiamo, facciamo sport, abbracciamo o mangiamo cioccolato fondente. Io scommetto che la mia vita senza smartphone momentanea – si perché sarà solo momentanea – e le cose che ho ricominciato a fare in questi giorni me ne hanno regalate molte di più! Spero di ricordarmelo quando riprenderò in mano un nuovo smartphone

E voi, avete mai provato a vivere senza smartphone per un po’? Come è stato?

Rispondi